Rassegna storica del Risorgimento

1859 ; LEGA DELL'ITALIA CENTRALE
anno <1958>   pagina <406>
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Aldobrandino Malvezzi
gariva del Piemonte, scrisso il giorno 19 da Puma al Cantelli:* Se il Cevern dal Re non ai risolve a qualche altro partito il quale addiaioatri che non jbv-vmno disse eoe userebbe i diritti conferiti dal vot popolare a beneficio co­mune, incomincerà ad aver fona l'opinione di coloro i quali verrebbero ebe 1 Italia centrale facesse qualche tentativo per aouunnovere la meridional*' (tale era, fra gli altri l'opinione del Roggi) Credimi, alta lunga non ai man­tiene questa disciplina di dipendenza da. Torino; ae Torino ata eolie mani alla cintola e dipende in tutto da Parigi ! 0 il Re può e vuole governare e moderare la rivoluzione dell'Italia centrale, o la rivoluzione alla fine gover­nerà tutti. Vedrete! . ')
E, in altra lettera del 23* il dittatore aeriate ancora: Non vogliamo che di noi si disponga come di pecore da mandriani pecorini .
ALDOBRANDINO MALVEZZI
APPENDICE ,
DISPACCI DI GABRIELLO ROSSI (Archivio Pepofi)
GOVERNO DELLE ROSIAGKE
Eccellenza Di Firenze li 17 settembre 1859.
Ella saprà che quanto favorevolmente si mostrò il Marchese Ridolfo Ministro degli Esteri di Toscana alla ragione del Cav. Marliani fatta a nome del Governo delle Romagne, altrettanto il Ministro Presidente Barone Ri-casoli si mostrò avverso ad essa, e le ragioni ch'egli affacciava per quota snn opposizione, si fondavano specialmente sul ritenere egli che la Toscana doveva ora ritenersi non più come paese libero, ma soltanto qual provincia appartenente al forte Regno Italiano di Vittorio Emanuele II: ricche niun atto di sovranità poteva più fare hi Toscana senza che ne nvesse ricevuto ordine del Re medesimo o dal suo Governo; poi affermava il suUodato Sig. Barone, ch'egli non aveva avuto niun'awiso nemmeno officioso dal Governo Piemontese, che favorevole fosse a detta proposizióne, anzi gli pareva fosse da ritenersi che amasse il contrario, niun indizio dando ch'egli desiderasse che si cangiasse lo stato attuale delle cose di questi paesi insortì; tut­tavia oggi il Cav. Marliani parlerà a lungo con gli altri Ministri, e spe­cialmente col Salvaglieli, che ha, dicesi, moltissima influenza nell'animo del Ricasoli.
Parlando a lungo delle cose nostre col Marchese Spinola Incaricato degli affari del Re Sardo, ho potuto intravedere che presso il Governo di Torino la Deputazione delle provincie delle Romagne incontrerà nella risposta del Re una maggiore ritenutezza di espressioni, non per timore della scomunica.
') Epistolario l'orini, voi. IV, p. 3X>