Rassegna storica del Risorgimento
1859 ; LEGA DELL'ITALIA CENTRALE
anno
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1958
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407
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ma soltanto per ragioni di Diritto Internazionale; difotti il Governo éat Re non 6 già iu guerra ool Pontefice, ansi il Conia dalla Minerva rappresola il Re in Roma presso la Corte Pontificie, coinè adunque prendere possesso di provinolo che al Pontefice stesso appartenevano ? E piale ragione ci sarebbe pel Re onde conneatore un tal latto inusitato nelle relazioni diplomati* ohe di Potenza a Potenza* se non amiche* certo non almeno ostili palesemente ?
LA Toscana, Modena, Parma per questo riguardo trovausi investo al Re in condizioni differenti, o pia apertamente libere, perciò credo caaere tata questa una delle più forti cagioni per le quali non ha voluto alcun altra Deputazione accompagnarsi, andando dal Re* con quella nostra delle Romagnr, temendo esae che forse In risposta del Re non potesse essere cosi libera ed esplicita come loro lo e stata data, ben conoscendo esse aniictpatamrnxe come fosse difficile, per non dire impossibile, che il Re per le ragioni su esposte, potesse promettere di volentieri accettare la dedizione dei popoli delle Romagna, e come Sua Maestà si sarebbe poi fatto, come nostro Sovrano, caldo propugnatore presso le Potenze dei nostri sacri diritti.
Ha se queste gran ragioni ci mettono in condizioni più sfavorevoli degli altri Stati insorti, tuttavia il sapersi ora ufficialmente che l'Imperatore Napoleone HP non permetterà mai nelle Romagna alcun intervento, e come cgli abbia, mediante il suo Ambasciatore: in Roma, fatto sentire qua! fosse Q parere dell'Imperatore su queste Provincie, e come credesse fosso bene. anche per lo stesso Pontefice, che egli rinnnziasse finalmente a qualunque diritto di amministrazione su dette Provincie lasciandone loro una libera e spontanea, come da tanto tempo hanno mostrato di desiderare.
Per tali fatti adunque, pare che ogni giorno la nostra condizione si fàccia mai sempre più sicura e favorevole e direi quasi migliore di quella della Toscana e di Modena, perchè appartenevano a Casa d'Austria; ora l'Austria, come diceva Voltaire, se afferra mai non cede: perche, purtroppo, ha modo di conservare il rapito, mentre che il Papa, se altri noi sostenta, è impotente verso tutti, ed il perduto gli è impossibile colle proprio fòrze di riacquistare.
Mi onori dei suoi comandi, e pieno di stima e di considerazione, ho l'onore di rispettosamente protestarmi
dell'Eccellenza vostra devotissimo servo
Gabriello Rossi
A S. E. il Ministro degli Affari Esteri
Bologna
GOVERNO DELLE ROMACNE
Eccellenza Di Firenze li 20 settembre 1859.
Dopo l'articolo settimo del Monitoro Francese, che allontana in qualche modo la speranza dell'annessione dei Ducati al Piemonte, speravo, a dir vera, che S. E. il Ministro Ricasoli, e gli altri della sua opinione, si sarebbero mostrati più favorevoli alla proposizione del Governo dalle Romagne, ma con mia somma sorpresa ho dovuto convincermi che anzi lo spavento della formazione di un'Italia centralo sotto il Principe Napoleone, si è fatto più