Rassegna storica del Risorgimento
1859 ; LEGA DELL'ITALIA CENTRALE
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1958
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Aldobrandino Mtdvssi
forte e vogliono che U Principe di Mettermeli abbia fiitio una propoitzionr in questo Denso all'Imperatore dui Francesi, ondo togliere al Picmouf la speranza che potasse avete di un'unione con lui di questi Stati; ed aggiungono che sta ora al Piemonte il fare qualche eoaa per noi, e non a noi a muoverei al di là di quello ohe abbiamo fatto fin ora. 0 Piemonte t**t, dicono, e noi obbediremo ed appoggiano il loro detto all'articolo dell'Azeglio.
In quanto atta Lega militare affermano aver conceduti pieni poteri al General Fanti, e ehe per quanto petti atte finanze, ognuno degli Stati deve cercare di provvedersi come può, onde coni soddisfare ai propri impegni, ed al mantenimento dei contingenti rispettivi.
Credo FÉ. V. ehe questo Ministero in quanto all'idea di politica generale egli può obbedire, ma dirigere, e concepire, non mi pare abbia grande attitudine; l'azione governativa toscana pel suo interno mi sembra ottima, cane grande mi sembra la sua civiltà, ma ciò che richiede, non arte e sapere, ma energia, risoluzione, ed universalità di arditi concetti, sembrami atta Toscana quasi impossibile anche per sua storica natura: pruno perche in fondo è essa sempre autonomica; secondo perchè essendo sempre stata un piccolo Stato sotto i suoi Duchi, non mai ha potuto avere vera indipendenza, essendo essa di fatto serva sempre o di Spagna o di Austria, e perciò mancante di politica propria. Che se si voglia andare pia addietro, e cioè durante Poetica Repubblica, la politica d'allora fu necessariamente municipale a fronte di citta rivoli, e perciò fu sempre ristretta e basata sul raggiro e sull'astuzia.
Dal Cav. Marlianì Ella ricoveri più ampli dettagli, soltanto oso di farle osservare che le proposte del Governo Toscano di cercare di venire lenta-mente ma ad ogni modo incorporandosi att'amministrazione del Stato Sordo con riforme necessario di dogane, passaporti ecc. richieggono tanto tempo che forse non saranno più necessarie, allorché si potrebbero compire, perchè sarò già decisa stabilmente Li nostra sorte dal Congresso Europeo.
Con la più distinta stima ho l'onore di protestarmi rispettosamente <leH'E.V.
dcv.mo servo
A S. E. il Ministro degli Affari Esteri Gabriello Rossi
Bologna
GOVERNO DELLE ROMAGNE
All'Ili, ino Signor Sig. Prof. Gabriello Rossi Incaricato d'Affari
Firenze
til.ino Signore; Bologna 22 settembre 1859.
Il Ministro Dabormido mi avverte che per facilitare il passaggio negli altri Stati a coloro che si recheranno in Piemonte con nostri passaporti noni può che permettere atte R. R. Autorità di confermare i medesimi colla loro vidimazione, ma non di munirli con passaporto sardo.