Rassegna storica del Risorgimento

1859 ; LEGA DELL'ITALIA CENTRALE
anno <1958>   pagina <409>
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Intorno alta origine dulia Ltfo dottiteli* Contrai* ad 1859 409
Ricevei il no dispaccio N* 8} eoa una nota diretta al Cav. JarKanj pormi ai aver nettamente ribattuto gli argomenti lucasi in campo dal Ba­rane Bottino RiOMoli oontro la nostra proposta; ti Dittato Fariaì. * in per­fetto accordo collo nostre ideo. Mi creda pieno di tùna
Il Ministro Popoli I
GoVEHXO DXUUB ROMattlB
Eccellenza Di Firenze li 22 settembre 1859.
Ho potato sapere dall'Incaricato d'Affari Sardo presso il Governo To-Benno che il Governo Piemontese non pare fosse per vedere volentieri la riunione dà Quattro Stati in uno solo, prima che fosse deciso dal Congresso Europeo se fosse permesso a Vittorio Emanuele di accettare la furiane di questi popoli col suo Regno, e di più seppi eh* l'Audinot, che fa a Torino ultimamente, non disse che appena qualche parola col Ministero sa questo importantissimo soggetto.
Come mai l'Eccellenza Vostra, o il Governatore delle Romagna, o il Dittatore di Modena e Parma, prima di proporre questa riunione alla Toscana non consaltarono il Governo Sardo, cercando la sua approvazione? H Rica-soli sembra avesse ragione, quando fin dal primo giorno che fummo arrivati, mi disse (neU'oetare al nostro progetto) che aveva qualche sentore che tal cosa non potesse piacere al Governo del Re. Questa opinione qui in Toscana si fa ogni giorno più forte, costchè credo impossibile di riuscire ad alcuno dì nulla ottenere da questo Governo sa questa riunione, se prima dal Pie­monte non venga qualche parola di acconsentimento. Del resto nulla di nuovo. La ringrazio della promessa fattami di subito dormi copia per tele­grafo dello risposta fatta dal Re alla nostra Deputazione, e protestandole bx mia più distinta stima, ho l'onore di rispettosamente dichiararmi dell'Eccel­lenza Vostra
Devono servo H
A S. E. il Ministro degli Affari Esteri Gabriello Rossi
Bologna
GOVERNO DELLE ROMACME
Eccellenza. Di Firenze li 24 settembre 1859.
La ringrazio grandemente del dispaccio telegrafico che ho ricevuto e del quale ho subito data porte al Cav. Marliani ed al Marchese Ridoni Mini­stro degli Esteri, e quest'ultimo mi ha detto che il suo Governo ha scritto fortemente a quello di Piemonte, onde con qualche atto energico si mostri favorevole all'Italia Centrale; o vorrebbe, per esempio, che intanto il Pie­monte, se non vuole mondare un Reggente, acconsentisse almeno albi nostra Lega militare, e cosi avesse parte anche a acconsentire a qualunque sposa si facesse per le truppe, sicché sarebbe poi cosa più fucile l'ottenere dall'estero un prestito assicurato che fosse per tal modo dal Piemonte, avente parte olla Lega stessa.