Rassegna storica del Risorgimento
1882 ; EGITTO
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1958
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occidentali, motivo ripetuto più volte nel dispaccio originai*, fa tolte* mini uuaxato ' < si innìntuttc, invece, tal concerto di tatto la grondi potenze europee.
Ma Mancini tentò anche, contemporaneamente, mVaxionc pia ampia ad ardita: (pungete ad un'intesa diretta con l'Inghilterra con esclusione della Francia e con un presumibile benevolo atteggiamento della Germania e deJ-l'Austria-Ungheria. Ebbe perciò un colloquio con Me Dowell, incaricato d'affari inglese a Roma, in temporanea sostituzione di Sir Angtutua Paget, il 15 settembre e, dopo avergli ricordate le tra vie che, secondo Fiutila, avrebbero potuto risolvere la questione egiziana, congiunta pressione morale da parte dell'Inghilterra, Francia e Italia, un mandato alla Torchia per la restan-rarionr dell'ordine sotto una stretta sorveglianza delle potenze, ovvero ima congiunta Occupazione da parte dell'Inghilterra, della Francia e dell'Italia 3, avanzò una proposta di gran lunga pia interessante e che costituirò, probabilmente, il motivo vero del colloquio: perchè la Gran Bretagna non operava in Egitto d'accordo con l'Italia che condivideva completamente la sua tesi, anziché con la Francia con la quale aveva innegabili conflitti d'interesse ?**
Negli stessi giorni, a Londra, Rcssman, che reggeva temporaneamente l'ambasciata dltalia al posto di Menabrea, parlò con il ministro degli esteri inglese Granville. Questi, appena iniziata la conversazione, quando l'inviato italiano nominò gli affari egiziani, senza lasciarlo cominciare come riferì Hcssman a Mancini il 18 settembre, s> Io so, mi disse, so che cosa qui vi conduce. Venite per propormi un accordo a tre, per assestare le difficoltà sorte in Egitto. La proposta italiana, però, non poteva essere accettata perchè la Gran Bretagna, già impegnata con la Francia, non voleva alterare l'accordo concluso dal precedente ministero. L'Xnghilturra, d'altronde, aveva già dato concrete prove di simpatia all'Italia netta questione di Assab. Nonj ci chiedete troppo , concluse:41
Ma Ressman ritenne opportuno insistere e U 30 settembre inviò una lettoni personale a Granville nella quale si diceva che, giusta i consigli di lui. l'Italia si era astenuta da qualsiasi ouverture a Parigi, netta speranza che, se le cose avessero preso una piega più grave, il governo inglese non avrebbe persistito nel voler escludere ogni concorso, anche tolo morale, dell'Italia. Se,in>
699. f. 8, a. I). I patti wtuUrwaii tono ttati onte nel Libro Verde, mentre le parole ira parentesi vi tono Minte aggiunte. La pttbblieaBOae diplomatica era oasi giudicata da Mincbeiti alla Camera 11 10 monto '83: /l tn Font ne ci e atnto distribuito ricorda troppo tpeuo i palinaetti >li Eresiano eoa le loro lacune ed interpolazioni .
I) Ad ampio, del torneate tiguifieativo brano, non v"è neanche tm aeccaao nel Lro Vrrdr:*... Qualora gli eventi rendettero inevitabile un'anione della Francia e drlTInghilterra... le medesime non potrebbero porgere dlmottrarione migliore e plìi convincente del toro omo-terette nel proteggerò l'Egitto contro lo minacce deU'aaarehla e del toro rispetto per ì diritti dell Sublimo Porta Hnziooati nel trattato di Berlino, ho aMOciaada alla opera propria quella dell'Italia (Af.CLft., 1). 699. f. 8 cft.).
-) !.. K. ROBKRTS, ;> <"' P. 317 (Me Oowell a OranviUa, eon/ùfeiuìafa, Ramo, 16 set-tembra 1881).
3) Itettmaa a Mancini, Londra, 18 tettembre 1881 (A. B. Ingkiturta 1361. a. p. 110S ct>nfid*miale, mutilo la L. V., p. 1>),
*) Granville non volle nemmeno eha Reatman gli lasciaste copia del dttpaeclo por ne dover rifiutare ufficialmente-le svoneet italiane,