Rassegna storica del Risorgimento

1882 ; EGITTO
anno <1958>   pagina <425>
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Il MMHuato iMlvrvwNU iieissne U Kpit *! M? 42
d'*m iM-tftttaimr* co* judU italiani. Un prova f i -*cspaUftze- aawfU-fraacca* dell'Egitto, ehr *f * caldeggiata dalia Francia econdona** r**tv4*Ì Gran villa eoo 4*1 Covcrnw itaitsttOt ''
Sfuggiva, pere al Mancini di la cotacldenas d'uiterraa'i tngh> itaHM era più Appurala che reale: aiub4aa la petrose, v*to, sVana- imi i aig ad aa'oecupaaiou* frsaao--ingleae dell'Egitto; ma la Crea Bretagna ere atia* al progetto perche ad essa preferiva il mantenimento detto aiata a* appara un'occupazione enduri v amento inglese, mentre f1 Italia aia contraria att'accav pozione da parte dette dur potenze occidentali perche aerata l'avrebSx earasae completamente dal paeae.
Qualche giorno pia tardi Mancini aveva UH lungo colloquio, ia forma dd tatto privata confidenziale, eoo Paget che ae taceva oggetto Ai una lederà privata a Graavitte il 1 dicembre: '' alle lagnanaa ripetute Ai Mancini perche nel dispaccio del 4 novembre il ministro degli catari britannica non aveva neanche no minato l'Italia, che pare aveva partecipato alle riforme gradina* rie e finanziarie in Egitto e aveva numerosi interessi ad paeae, Paget rirpo* che l'Inghilterra non aveva hi minima intenzione di rifiutare di riconoscere la posizione e gli intereaai dell'Italia; casa tessa non aveva neaauna mira egoiatica sull'Egitto, ma soltanto interesse a che (bete ben governate e pro­sperasse. Quale fosse, poi, la meta precisa dell'Italia in quel momento pro­seguiva l'ambasciatore britannico non era ben chiaro. Essa ai lagnava spesso dell'Inghilterra per averla trascurata netta ima politica egiziana e me­diterranea, ma dimenticava che quando nel 1878 era alata invitata dattfln-ghilterra a collaborare in Egitto, aveva rifiatato: Italy could not ahrava Icxpect to bave ali the dvantagee of a Great Power vrithout ever in urring any offra zesponsibinties . Quanto poi ai rifinto di Granvitte di voler ricevere a Socialmente hi comunicazione r**H*f dd settembre e al suo consiglio di non fare alcuna apertura a Parigi, cari erano tati determinali da un'ottima ragione: evitare che l'Italia ri trovasse an devant d'un refu et d'un disagreemeat.
Era evidente dallo stesso tono di Mancini e dalla riserva da bri espressa concludeva Paget - che il governo italiano si riservava di reclamare la ava parte di influenza in una eventuale nuova sistemazione dell'Egitto e che tale paese (dopo Tunisi) costituiva la principale preoccupazione dell'Italia.
Il 3 dicembre, a Londra,*) con Granvillc. Mcnabrca cerco ancora di ribadire i diritti dell'Italia, e, soprattutto, di convincere l'Inghilterra ad in-dudere l'Italia nell'accordo delle dna potenze occidentali: l'Inghilterra, in tal modo, non si sarebbe trovata più sola di Croate ad una potenza rivale che non solo o*pira(vo) a primeggiare politica mente ma che subordinai va) la aua ariane principalmente agli intere**! del suoi speculatori*.*)
*) M.CJL, h, 700, f. 19. w, l. Il dfapaedo uno ara de*tfoaio a rsratr a Mauaaaassasstsris di eoa formala coimjnifiiwJnnc eoa Millanto ad Qhutratv alTatuiiatcwktar gli tnsrmJioWrti W liilriìnr-Tri. iti odo eas scU, aat dbsofiMu * CnavtRa ss* few* Praatta BHM><** *-
9 Paat a CrajovilW. Rotaa I* aJesaum INI (Cnst GmrntU, ftJUX, 1W>
) MsaaWa a Mancini. La dia, 4 direnili 'Il (L. r*., pò. 4é-4t).
*) Qwtata serts dal rapporta Ktaabrra iwn pubblicata n<-! t e*. (e*w p. 47) è la 4. E> fnaht'barra, IHl, , p, 1339, n/isatialo. Dì fronte aVattgt4an*at* iMiaas, a fremo aaBa nwaativa, di Cranrille, alaaaataa uazeti, anaa aoa 1 Caaa pmeatala alTItaBa rass*sa> atea di ripmubtt*ti paaaasaa a a) eatftptfvsuaa politica di raewaUwenso t*M rrOapp"" i niTMi aeaaotairi militari.