Rassegna storica del Risorgimento

1882 ; EGITTO
anno <1958>   pagina <427>
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/! monoafo int (manto Italiano in Egitto nel 1882 4S7
ghcria, la Russia e l'Italia risposero con uno idrotica Dota, il 2 febbraio 1882, aUa richiesta turca, ribadendo ii loro desiderio che fosse mantenuto lo ateiu quo in Egitto trulla baio degli accordi preesistenti; arrnuu modifica i sarebbe potata apportare acnaa un'intesa tra le grandi poteie e la Turchia, '1 Mancini badò* però, a precisare ebe tale comune risposta dei quattro gabinetti non aveva aMolotamcate carattere anti-francese o antingleoc, quasi che l'Europa fonie scissa in due campi:* Noi dobbiamo ritenere ebe il pensiero delle quattro potenze - egli scrisse non differisca sostanzìnlmente da quello delle altro due. Che anzi, per quel che spetta all'Inghilterra, possediamo, ad dispaccio di Lord Gran-ville del 4 novembre, tale documento da cui ben sv scorge come il gabinetto di Londra ri accosti interamente al nostro modo di considerare, in Egitto, e 3 presente e il futuro . Emerge, in questo dispaccio dì Mancini, la preoccuparioae di poggiarsi agli Imperi Centrali, senza rom­pere con l'Inghilterra, costante della sua politica, 1 che si aggiungeva, anche essa generalmente diffusa, alla convinzione dell'utilità per l'Italia di un lungo periodo di pace in Europa. *'
Nel frattempo la Francia, anche dopo la nota dell'8 gennaio, continuò a spingere l'Inghilterra per un'azione pia energica in Egitto: a suo avviso le due potenze occidentali, data la gravo situazione del paese, avrebbero dovuto intervenire senz'altro: i decreti del 18 novembre 1876 e del 15 novembre 1879, relativi alla creazione e alle attribuzioni del controllo anglo-francese, costitui­vano un titolo che non apparteneva ohe ad esse e che rendeva superflua qual­siasi delegazione europea. ** Gambetta raccolse anche 6.000 uomini in Pro-ivenza, per'tenerli pronti per un eventuale imbarco. ** Bla questi preparativi, e il linguaggio del presidente del Consiglio francese, avevano vivamente preoccupato l'opinione pubblica e gli ambienti finanziari, che non tardarono a far sentire la loro influenza sul Parlamento: il 26 gennaio il ministro Gam­betta cadeva.
Anche la Gran Bretagna era piuttosto preoccupata per i preparativi fran­cesi e per il crescente interesse che la Francia dedicava agli affari egiziani.
1) Certi a Usarmi. 2 febbraio 1882 (L. V., pp. 72-73). la Parta gU dal 17 gennaio aveva capretto la tua toddiafaxioae per Patteggiamento assunto dall'Italia nei confronti della nota anglo-francese (Corti a Mancini. Costantinopoli, 17 gennaio '82. in L. V., p. 61),
3) Mancini a Corti, Roma, 30 gennaio 1882, o Mancini al rappresentanti la Parigi, Lon­dra, Bettino. Vienna, Pietroburgo o Cairo, in pari data (L. KM pp. 68-70).
) La manifestazione pie nota e pia significativa di questa tendenza è eomitmu dalla diàùartaàon aggiunta, sa richiesta del governo italiano, al trattato della Triplice: a Le gOu vernement rovai italien decloro ano le tipulation* da traiti tecret concia le SO mai 1882 entro l'Italie, rAatriehe-Hoagrie et FAUemagne ne pourront, cornine il a éte prealableawat conventi, en ancun cnactre emnsagees cosarne etaat dirigeoa enntre l'Angtcterre (C. Voira, L'Italia netto Trìplie Albani*, 1802-1912, Milano, I.S.P.I.. 1939, p. 55 e nota). Sa questa tendenza nloinglese della politica italiana v. L. SAIÌVATOJIEMJ. La Tripli Alltonsa. Storia diplomatica: J8Z7-I9tó, Milano, LS.P.L. 1939. cap. IH; W. LANCOI, op. rit, I, pp. 392 agg. noto; F. CÌUBOD, Storia Alla polìtica sfare cu., p. 465.
*) P. CMABOD. op. àt., pp. 5S0-551.
5) Combutta a CbaDemal-Laeoar. 23 gennaio 1882, D.D.F., p. 280. V. snelle LsRCaa (p. l'i.'.. II. p. 430) seeondo il enaie la Francia era dupOtU ad andare amo in Tondo mentre l'Inghilterra considerava la nota comune dell'i! gennaio e una dùnostrariene platonica di ap­poggio morale al kbedivè.
QCBUUB ii FaBYdarcr, Souren/j. U79~WS Paris, VII do-, 1913, cap. VII, . 212.