Rassegna storica del Risorgimento

1882 ; EGITTO
anno <1958>   pagina <428>
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428 i Qituppe Talamo
II SO gennaio GranviUV scriveva a Lyon*, ambasciatore a Parigi, che era* da scattami sia un'occupazione esclusivamente inglese deli'Ejjitttì, pr (W posizione da parte della Torchili e delle altre grandi potenze, la un'oecepa-rione anglo-francese che avrebbe attenualo gole alcune di queste difEcoìti: la soluzione migliora sarebbe stata un'occupazione turca, aotte il controllo onglofrancese, essendo ia Turchia una nazione debole e i Turchi meno iuv popolari degli Europei in Egitto. Inoltre, sarebbe stato bene concludeva Gran vili e entrare in comunicazione con qualche altra potenza europea per chiedere qualche consiglio, non condividendo I* Inghilterra il punto di vista, francese che ncssun'oltra potenza potesse immischiarsi negli affari egiziani. *) L'evidente allusione all' Italia e particolarmente interessante perche, mentre ci conferma che la preclusione per essa veniva dalla Francia, rappresenta anche un mutamento nella politica, britannica causato dalla politica troppo energica di Gambetta; di fronte al perìcolo rappzesentato dalle aumentate pretese della Francia, l'Inghilterra, cautamente, suggeriva l'al­largamento dell'intesa all'Italia, {scendo suoi, forse, i suggerimenti di Man­cini e di Menabrea sulla necessita per la Gran Bretagna di fronteggiare, insie­me con una potenza amica, le pressanti richieste dell'alleata.
Ma il nuovo presidente del Consiglio francese, Charles de Freycmet si presentava 3 31 gennaio alle Camere con un programma che era t'opposto di quello di Gambetta: Un pensiero ci dominerà (egli dichiarò): far regnare la pace nel paese, la pace negli spìriti e nelle cose materiati, la pace all'in­terno e al di fuori .:'
Il mutamento radicale della politica francese, venne accolto'con grande soddisfazione in Inghilterra. Le due potenze occidentali assunsero ora, di fronte a tutta la questione egiziana, un atteggiamento meno rigido; pur rico­noscendo a se stesse una posizione di primo piano, non intendevano più escludere le altre potenze europee da qualsiasi intesa sull'Egitto. Anzi rite­nevano che fosse desiderabile entrare in comunicazione con esse per stabilire una comune linea di azione sulle seguenti basi: mantenimento dei diritti del Sultano e del khcdivè, mantenimento degli accordi internazionali con tutte le potenze, rispetto delle liberta garantite dai hrmuni, prudente sviluppo delle istituzioni egiziane. Se, poi, contrariamente alle comuni speranze, si fosse reso necessario un intervento, questo avrebbe dovuto rappresentare l'azione e l'autorità dell'intera Europa. 1 L'influenza delle due potenze occidentali, insomma, era ammessa come preponderante, *) ma non come esclusiva e preclusiva in confronto di altre. L'orizzonte europeo sembrò
1) Cranville a Lyon*. SO gennaio 1882 (D.D.F., p 232). Un eotuiglio di favorire un "eventuale occupazione dell'Egitto da parte della Turchia era giù stato tinto a Cnmvfllo la Starnatele Queiti. infatti, che aveva appoggiate muntemente l'alleanza franco-Inglese per evitare elle la Francia si ausaste eoa la Russia, una volta allacciati buoni rapporti eoa aneat* ultima (Alleanza dei ite Imperatori del giugno 1881) aveva min ore Interesse a mantenere l'iu­te* occidentale, Quando poi l'atteggiamento di Gamltetta gli parve eetremauMBrt deciso, pauso di appoggiare le richiesta turche a Londra (Lsxoaa. ep. eir. Il, p. <31 BSXJ).
a) CUABTCK*T. *p. ci/., p. 103.
*) Freydnet al mercliee di Reverseaux. incaricato d'affari di Frane! a Rossa, 12 feb­braio 1882 (JL V., pp. 82-84; J3.D.F,, ,,. 254). Identico dispaccio ara casa lanate, da Paget a Mandai il 15 febbraio.
) Freyeiaet a Slenkiewles, Parigi, 27 febbraio 1882 (,l)J>.F p. 258).