Rassegna storica del Risorgimento

1882 ; EGITTO
anno <1958>   pagina <433>
immagine non disponibile

II inauralo iatenvnta licitano in Egitto ;*( Jf2? ili
Vatezaa. cosa pemssOa l'itah della dimoile siiuanour r*fc*A*. ttwaabrwa avevo ribadito il concetto ohe la nostra puliti?* i baiava sull'aecmuo 4eU* pulsami. Ma era sufficiente tale direttiva politica anche di front* al precipitai* degli eventi in Egitto? L'ambascia tara non ne ara par titilla tt*ruaao; gli aveva avuto l'impressione, dal colloquio del 29 maggio con CranviUe, eoe l'Inghilterra fbaae assai imbarazzata* pentita di essersi largita trascinai* in un isaeroguo dalla Francia o desiderosa di allentare i legami cita la legavano a onesta, a Ciò che ai paventa maggiormente egli scriveva è di essere trascinati a qualche impresa armata le di otti conseguenze non si possono prevedere e che nello alato attuale dell'Irlanda sarebbe più ebe mai inop­portuna . Non c'era più dubbio, eramai ebe un intervento dovesse esservi ìn Egitto: il dilemma era se dovesse essere turco o occidentale, a Io non so proseguiva Mmabrca se ai possa sperare che raccordo delle potenze ai mantenga in presenza di un tale dilemma ... eomunqne sia, mi sembra vicino il momento in cui dovremo appigliarci ad una risoluzione tn proposito e pon­derare ae questa non aia un'occasione propizia per aiutare 1* Inghilterra a svincolarsi dai legami ebe la stringono alia Francia. Non apena a me di dare coniagli ìn queste gravi questioni, ma mi permetto solo di esprimere il desi­derio di essere informato il meno tardi possibile delle intenzioni del regio governo, a fine di sapere in qua! modo regolare eoa Lord Granviue il mio linguaggio, il quale,, come mi accadde in quest'ultima conversazione, non potè che essere alquanto oscuro, non avendo esso per guida ebe il principio dal concerto europeo, divenuto oramai troppo incerto di mono in mano ebe gli avvenimenti si succedono .
Nel concerto europeo non sembrava avessero fiducia nemmeno i gabi­netti di Berlino e Vienna, ebe ammettevano, sì. la validità del principio, ma insieme precisavano ebe esso non doveva in alcun modo ostacolate le due potenze occidentali più. direttamente interessate. " Anzi, il ministro degli esteri austriaco Xalitoky. interpellato da Robùant sui fotti d'Egitto, non solo ì dichiarava soddisfatto delle dichiarazioni di Fxeycinet alla Camera. ** ma dissuadeva l'Italia dell'inviare qualche nave da guerra ad Alessandria, per­chè tale iniziativa, pur non uscendo dall'accordo delle quattro potenze, lo avrebbe senza dubbiò sminuito. Una simile azione isolata, avrebbe d'altronde messo l'Italia in una posizione difficile di fronte olle preponderanti forze anglo-francesi; ne traeva motivo Ròbilant per raccomandare al Mancini di astenersi dall'invio di navi e di tenersi strettamente unito all'Austria e alla Germania anche a costo di sacrifici morali ; avremmo in tal modo
ioni di nuuiteoeni ari limiti del fora mandato, evitanda qualsiasi puw che si fone prostata si aas interpretaalone politica (A. E. Egia, IV, 1138. dip. s. n~ pp. Ut-ili), prcdsav* qualche diurno più tardi al De Martina che sii Italiani dir pasaaTaaoa prende aai ulaio prmo Arabi perdevano la loro nazionalità (Mancini a Ds Martino, Roma 39 sgotto IMS, la . t. E. Erfoe. IV. ILS8, disp. a. 503, p. 118).
') Malv-ioo. direttore degli alluri peline} del ininiuero degli affari esteri a Matwwi, Bassa, U maggù *U <,7.CK., b, 646. 2. a. 11; v. sedie L. I ., p. 120).
5J 0 presidente del esagitilo francesi alla Camera, 1*11 alaggio, aveva cnnoteJuto la aeeeeaita di intenderai eoa le snudi potassa europee nuli*, questione egùiana, per premettendo che oramai tatta l'Europa era unanime nel rieooow-er* dw fiaflasass franco-inglete (a Egitto era a doveva rimanere prepaoderaats (Matrodiottl. rappreeeataats italiano a Parigi, * Man* dai. 11 magato '2. la M.C.R., b. 646, f. S, a. 10),