Rassegna storica del Risorgimento
1882 ; EGITTO
anno
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1958
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pagina
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435
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/( mancalo intervento italiano in Bjfifté noi 1882 4S5
gìustiitut 9 della quieta d'Europa al conseguimento, n**Ua ina propria utilità, dì una qunMnxi posizione eccezionale e privilegiata . *l
L'atteggiamento di acquiescenza delle potenze centrali preoccupava anche Depreda, che non nascondeva i. tuoi timori per quanto accadevn in Egitto. In una lettera al Mancini del 25 giugno ') ceal ai esprimeva: Noi abbiamo [in Egitto] interessi della più alta importanza e se l'amicizia con l'Austria e la Germania è cosa seria, come non ai può dubitare, queste potenze debbono prestarci aiuto efficace, mentre la loro astensione ci mette in posizione difficilissima. Se all'Inghilterra e alla Francia sarà lasciata libertà d'azione e d'intervento, esse stabiliranno in quel paese uno Ciato di.cose che ci toglierà in perpetuo, e almeno per lunghi anni, l'esercjzto di qualsiasi influenza ... crederci, quindi doversi insistere presso Germania ed Austria, acciò tengasi conto dei nostri maggiori interessi e facciano causa comune con noi, facendo della questione d'Egitto questione assolutamente europea, abbandonando riserva e astensione per noi pericolose. Ciò nell'ipotesi che la Turchia rifiuti intervenire essa stessa; sul qual punto dell'intervento temo bisogna fare ogni sforzo per ottenerlo. Io comprendo egli concludeva tutte le difficoltà che si ci parano innanzi, ma temo che l'astensione da parte nostra avrà per conseguenza l'ampliazione di quella cerchia d'influenze straniere, che è per noi, Italia, una diminuzione della potenza d'espansione dèi commerci -
Intanto il 23 giugno ai era inaugurata a Costantinopoli la Conferenza proposta dalla Francia, alla quale avevano aderito tutte le potenze, esclusa la Porta: *) due giorni dopo Mancini inviava a Corti, ambasciatore italiano in Turchia, eletto presidente della Conferenza quale decano del corpo diplomatico, un dettagliato dispaccio sulle vedute politiche italiane e sui fini che
S) ataiteen, Dittarti parlammtari eit.. VII, p. 142.11 senatore Caracciolo di Bella ri mini nasi dt dover sconsigliare a Mancini una politica troppo ardita e qualsiasi forma di Intervento negli affari cgjjciani.
' ) Depreda a Mancini, Bdlagio, 25 giugno *82 (M.CJL, b. 646, 13. n. 6),
9) ffia dalla fine di moggi** ai era cominciato a parlare della prontista francese di nnaj conferenza a Costantinopoli (Marochettì a Mancini. 'Parigi, 31 moggio *S2, in !.. V., p. 165). Quando la proposta venne formulata. l'Inghilterra accettò cubito, seguita dalla Kaasia e dal. l'Austria, mentre la Germania dichiarava che avrebbe aderito *c nessuna Potenza avesse ael* levato obiezioni (Launay a Mancini, Berlino, 2 giugno: Nigra a Mancini, Pietroburgo, 3 giugno: Robuont a Mancini, Vienna, 4 giugno, in L. V., rispettivamente pp. 169, 171,174, 180-81). Sullo trattative precedenti l'apertura della conferenza, v. i rapporti di Bobilant, Cotti, Lanaay e Siigra a Mancini pubblicati in /,. V., pp. 185-248.11 19 giugno venne propoato e comunicato dai rappresentanti franco** e inglesi al governo italiano un protocollo di ditinUrttte, che sarebbe tato presentato alla conferenza per essere approvato da tutte le Potenze, secondo il quale i rispettivi governi al impegnavano <c a non cercar alcun vantaggio territoriale ne la conce** ione di afeun privilegio assoluto, ne alcun vantaggio commerciale pel loro mdditi. che non potesse eaaere ottenuto da quelli di ogni altra nastone (L. '' pp- 231-232)',
La potenza che fu sempre tenacemente ostile alla convocazione della conferenza (alla quale aderì tota nel luglio) fu la Turchia (Corti a Mancini. Costantinopoli, 6 ghigno '82, in ,. ('.. pp. 190-191), per vincere la cui opposizione le potenze occidentali chleaero anche: la cooperaxione italiana (/.. Y p. 193). Di fronte all'o-.lhBto atteggiamento torca la Francia giunse unche a proporre, na ufaùnof ina: ae entro 48 ore la Porta non ave* aderito, le Patene ai sarebbero riunite la conferenza in un'altra capitale, con o aensa il consento della Turchia, come comunicò il marche* di Reverseanx, incaricato d'affari di Francia a Roma, a Mancini. il 16 giugno (L. V pp. 223-24). La conferenza', comunque, s'inaugurò il 23 ghigne e termino U 14 agosto dopo aver tenuto 16 sedate.