Rassegna storica del Risorgimento
1882 ; EGITTO
anno
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1958
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pagina
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437
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il munitolo interventi Italiano in Egitto nel 1882 437
por cut ricotta doveva attenenti da, aperture dì qualsiasi genere vanto l'in-gHiltcrra: la Germania desiderava che quatta ai cacciasse in una falsa attua rione e vedeva quindi ostini male gli forzi dell'Italia pesche eaaa ne vciiiMe fuori: " la stessa proposta di Mancini alla Gran Bretagna di accordarti eoa le altre potenze e con la Turchia per garantire costantemente la libera navigazione nel Canale, costituiva un grave impegno ohe i*Italia ni accingeva a prendere senza essersi prima intesa con Berlino e con Vienna.
Ai primi di luglio, dopo un colloquio con Kainoky, Robilaat è ancora più esplicito: a Vienna si riteneva che la conferenza di Costantinopoli sarebbe fallita e che in tal caso un intervento-inglese sarebbe stato inevitabile (ma la cosa non sembrava preoccupare il ministro degli esteri austriaco, sottolineava Robilant). Se poi. cosa assai probabile, l'Inghilterra avesse invitato l'Italia a prender parte ad un'azione militare in Egitto, questa avrebbe dovuto declinare nettamente la proposta per non metterai a cuor leggero mima trappola. *)
frattanto in Egitto aveva cominciato a tuonare il cannone: l'ammiraglio inglese Scymour, il khedìvè e Io stesso Sultano avevano ordinato od Arabi di sospendere le fortificazioni che stava costruendo attorno al porto di Alessandria. Non avendo ottenuto alcuna risposta, le navi inglesi aprirono il fuoco 1*11 luglio sui forti. Questa volto, la Francia si era rifiutata di aderirò all'azione, ma l'Inghilterra si mostrò, però, ben decisa a proseguire da dia, perchè le deliberazioni detta Conferenza andavano a rilento ed era urgente ristabilire l'ordine in Egitto* 91 La preoccupazione prima degli Inglesi era che potesse essere interrotto dai ribelli egiziani il Canale, onde gli ambasciatori britannici ricevettero l'incarico di disporre i gabinetti presso i quali essi erano accreditati olio studio di quei provvedimenti, che sembrerebbero pia adatti allo scopo di tutelare quella gran via di traffico mondiale . *1
Di fronte a questa presa di posizione inglese, che chiaramente preludeva ad un intervento diretto. Mancini volle conoscere l'atteggiamento dell'AustriaUngheria e della Germania.
1/Austria non avrebbe risposto assolutamente nulla alla proposta inglese. La protezione del Canale interessava soprattutto la Gran Bretagna e non le si poteva negare il diritto di provvedere, prima di ogni altra, alla sua conservazione. D'altronde qualsiasi altra cosa si decìdesse di fare, la situazione non sarebbe mutata per questo: ogni protesta e anticipata riserva sarebbe rimasta senza effetto pratico e perciò meglio voleva astenersene. Kainoky* insomma, era già preparato e rassegnato a quanto il governo britannico avrebbe fatto tanto riguardo al Canale dì-Suez quanto al resto dell'Egitto.
RobUant a Mancini, Vienna. 30 giugno 82 (Af,OR.. it. 699. 10. a. 16).
*) Sobilaot a Mancini, Vienna, 4 Inolio '82 {M.CJL. b. 646,19, n. 12). n Ionio aoe-CCMÌYO rnmbaaelatoro iocUio ancoro sull'astensione dell'Italia, nece*ario dato l'atteggiamento dal tatto poisivo di Berlino e di Vienna (Kenilani a Mandai, Vienna, 5 inolio'82, in M.C.R.. b. 646. 19, n. 16).
5) Menili)* a Mancai*. Londra, 6 luglio ti (.M.G.R.. b. 646, 20, n. 4). A Berlino e a Vienna ora vìnta con toddisfanonc la decisione dell'Inghilterra che Isolava tempre pio la Francia (Menabrea n Mancini, Londra, 11 luglio '82, la Af.CJR., b. 701, t 3, n. 11).
*) Mandai affi ambasciatori n Berlino. Vienna o Pietroburgo Berne, 15 Inailo *82 (. K, p. 318).
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