Rassegna storica del Risorgimento
1882 ; EGITTO
anno
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1958
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pagina
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439
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il mancato intarvento battano in Egitto noi 1882 4Z9
siati libero di gif, et* assai grave. XTGermanìa poteva eoa facilita diriju* tcreasani della cosa, ma l'Italia noa poteva approvarci* eonccMione di carta bianca ulta potenze occidentali. Perchè fosse possibile conacrvare ona completa identità di vedute* gli imperi centrali dovevano tener conto della pecxala situazioni- italiana. Se ri doveva ammettere l'intervento anglo-frantftftc, al meno ri fiaaaase chiaramente la competenza del concerto europeo per 3 M-golamento definitivo della questione egiziana
Contemporaneamente ri insisteva a Vienna per far ri che la Germania e l'Austria deaero un mandato, nel quel cago l'Italia sarebbe potuta inter-venire. Ma i risultati di quest'azione* come riconosceva lo stesso Robilant,*) furono minimi : di fronte all'eventuale azione occidentale il rappresentante austriaco avrebbe sollevato probabilmente* in seno alla Conferenza* delle riserve puramente formali. L'Austria* insomma* non intendeva uscire dal prudente riserbo che s'era imposta e voleva assolutamente a evitare dichiarazioni od atti di cui non ri potevano prevedere le conseguenze . La verità era (come aveva Catto intendere in forma velata, ma pure trasparente Kalnoky al nostro ambasciatore) che era Inutile tentare di battere una via diversa da quella scelta da Bismarck e nella quale egli mostrava volersi mantenere; doversi fare dunque di necessità virtù, ancorché, per avventura, non ri condivìdano pienamente le idee del principe di Bismarck e" si abbiano a tutelare interessi in Egitto d'importanza ben altrimenti maggiore di quanto non lo siano per la Germania . Considerazione, questa, che, se valeva per l'Austria-Ungheria, valeva a maggior ragione, secondo il Robilant, per l'Italia e che nulla avrebbe da guadagnare e tutto da perdere mettendosi al seguito delle Potenze occidentali del di cui irragionevole egoismo bn.già avuto troppo a soffrire; senza contare che far sventolare la. nostra bandiera, in qualunque maniera, a fianco di quella di Francia, e <riis.ghui.erru, sarebbe stato la. negazione anche per l'avvenire della savia e indubbiamente proficua politica estera italiana .
Nel frattempo (18 luglio) Freycinct chiedeva alla Camera crediti per 7.835.000 franchi, per spese militari relative ad un eventuale intervento in Egitto. Nell'ampio dibattito l'ex presidente del Consiglio e ministro degli Esteri* Gambetta, votò a favore, l'estrema sinistra, con a capo Clcmenceau, si mostrò contraria; comunque, con 424 voti contro 64, il 19 luglio i crediti furono approvati. s>
Ma i crediti concessi ri rivelarono ben presto insufficienti e bisognò chiederne altri, il che provocò una coalizione tra coloro che ritenevano troppo debole la politica di Freycinet e coloro che la ritenevano troppo ardita. Con. un violento discorso, il 29 luglio, Clemenceau ricordò all'assemblea che In' .Francia non voleva la guerra e che la sua frontiera orientale era minacciata. Lo stesso giorno, con 417 voti contro 75, In nuova richiesta di crediti per 9.400.000 franchi venne rigettata. Cadde cori il ministero Freycinet.3J
Robilant a Mandai* Vienna* 2X luglio '8Z (ftf.CJt., b. 700, f. 13, a, 6. torna ronfi-iltndoL", aratilo a L. '., pp. 346-17).
3) CKUU. pp- *.. p. 74 e CoAsrc-iaT, op. di., p. 113 e -. n 17 loglio Francia e Ia-ghilterra avevano eonebinso noa convenzione per la protesone dal canale.
3) CUASTZNOT, op. ed., p, 117. Bisogna ricordare, per piegarsi l'attegguiinento francese, elie gii il 21 loglio GranvSk aveva eoauraieato- aU'amWemore inglese a Parigi che Unghil* terra stava inviando rinforzi a Malta a a Cipro par raggianter* i 15.000 uomini richiesti per
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