Rassegna storica del Risorgimento
1882 ; EGITTO
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1958
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Giiuappe Talamo
dei Canale insieme albi Francia e suTIngbiltTa, l'altra, dà gran lunga pia importante, riguardava <c una mossa all'interno?, vaio a dire un vere e proprio intervento militare anglo-italiano In Egitto. '* La Francia, anch'e*** interpellata, aveva rifiutato-; quanto alle potenze centrali, pur non csarodo di spostc a dare alcun mandato, avrebbero guardato con favore aO*iaipre*a.Ceav temporaneamente all'offerta inglese. Mancini riceveva la notizia che la Turchia accettava, la nota collettiva del 15 luglio e ai apprestava ad intervenire in Egitto. Traendo spunto dalla risposta turca. Mancini faceva notare a Paget, che gli faceva l'invito ufficiale, che probabilmente Granville quando aveva deciso d'invitare l'Italia, non era ancora a conoscenza dell'accettazione della Porta. Come si poteva, infatti, prima invitare la Turchia ad intervenire e, una volta che essa accettava, intervenire per proprio conto ? Pagct rispose che la Gran Bretagna avrebbe continuato nella strada intrapresa, nonostante Faccet-tazione turca, in quanto la politica della Porta era stata costantemente equivoca, non (solo, ma da recenti informazioni sembrava provata l'esistenza di un accordo segreto fra Arabi e il Sultano. Mancini riconobbe la diversa posizione fra la Gran Bretagna e Pitali: la prima aveva già forze militari in Egitto, mentre l'Italia avrebbe dovuto, senza ghurincarione alcuna, untare radicalmente politica. Allo stato attuate delle cose all'Italia non rimaneva che ringraziare il Gabinetto britannico per aver pensato che la costante amicizia dell'Italia potesse tradursi per l'Inghilterra in un concorso utile.
Nell'annunciarc a Depreda il rifiato della proposta inglese. Mancini telegrafava il 27 loglio: La nostra sarebbe un'avventura pericolosa a tutto nostro rischio di problematico profitto e che altererebbe sostanzialmente la base della nostra politica. Da questo incidente e dalla lealtà nostra trarrà certo vantaggio la nostra posizione verso Austria e Germania, ni mancherò di far valere il servizio che rendiamo alla causa detta pace. Credo però atto stato attuale dette cose non sperabile altro compenso tranne combinazione circa canaio Suez, implicante protezione nostri interessi materiali, riservante giusta parte influenza italiana, escludente ogni accusa di abbandono da parte nostro governo . 3l I
Per la salvaguardia del Canale, infatti. Mancini proponeva nn servizio di polizìa al quale avrebbero dovuto partecipare tutte le potenze o almeno le due occidentali e due altre delegate dalle quattro Potenze, col consenso, se
J) Per I particolari sa questa offerta v. Menabrea a Mancini, Londra, 26 balio (. *" p. 358). Launay a Mancini. Berlin. 26 Inatto (L. fH p. 365), Rnbuast a Mancini, Vienna. 36 In-sii (L. V p. 366). Mancini a Menabrea, Roma, 26 luglio (JL V., y>. 3o8), M'sabrea Mancini. Londra, 27 lugli* (L. K, p. 375), Mancini a Menabrea, Roma, 27 loglio (fc. PI. p. 376).
VI sono poi una torlo di dispacci e di rapporti scambiati fra Gran ville. Paga* e" Lyon*, in Blu* Boa*. Egypt, a. 17 (1882), pp. 234-250 e i>. 18 (1882). L*idea di invitare l'Itali, probabilmente di Gladutone, non pare incontraste, b> un primo tempo, 0 favore aedi Gran* vuta, no della regina (Lanosa, o;>.ci'.'.. II. p. 443; Roncar*. np.cìt., p. 330, nota 10*).
3) Mancia! a Menabrea, Roma. 28 loglio '82 (L. P p. 383): CntÀlA, op. di., pp. 7 ago.
L* Inghilterra non si dolse del rifinto italiano, ansi, na fn soddisfatta, a GraavBle fa asaal contento dal rifiuto italiano e si guardo bene dall'innUtere (LANCCT. op. cti IT. p. .143); Cran ville fot confa! do sna refosa (BUAUHONT, op.ch., p. 76); aGranvOle fa mollo sollevato dalla risposta italiana. - Nei abbiamo fetta dock* dateemme fan- tcrisae > Page* il 28 loglio - Nei abbiamo nuetret the aravamo pronti ad accettare gli olmi non ossèssa* rinronfònlsnM di un compagno* (Rontarr, op, di., p. 330, nota 105).
3) Mandai a Doprotfs, Roma. 27 luglio '82 (Af.CR.. b. 699, C li. a. 17).