Rassegna storica del Risorgimento

1882 ; EGITTO
anno <1958>   pagina <443>
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il mancato intervento italiana in Egitto noi 1662 449
non col concorso, dell Turchia. Ila il nuovo ministero francese presieduto da Duclcrc. orientato verso una rigida astensione, faceva naufragare il pro­getto italiano che del resto sarebbe stato presto reso superfluo dalla rapida occupazione inglese dell'Egitto.11
Pcpicti*. da parte sua, accingendosi a tornare a Roma, evidentemente per seguire più, da vicino gli eventi, *) scriveva a Mancini: Io dubito che la Francia persista nella risoluzione del non intervento e considero sempre come pessima delle soluzioni l'intervento francese e inglese Ut Egitto, ma anche intervento solamente Inghilterra, siccome la lotta ara scerba ed i sacri­fici governo inglese molto importanti, difficilmente eviterassi protettorato inglese in Egitto, per simmetria quello francese in Tunisi, malgrado proto­collo disinteressamento. Io credo sempre doversiinsìstete Vienna Bedano per azione comune onde ottenere che questione egiziana sia dichiarata questione europea e che nulla facciasi se non col consenso e con l'approvazione delle grandi Potenze. Austria, Germania debbono comprendere che i grandi in­teressi italiani in Egitto non possono essere da loro apprezzati con tepidezza senza scuotere se non diplomaticamente certo moralmente inostri legami. *)
Va le potenze centrali non mutarono il loro atteggiamento, mentre in Egitto le operazioni militari assumevano un ritmo pio. rapido: il 15 agosto gli Inglesi iniziavano l'azione contro Arabi e, meno di un mese dopo, il 31 settembre, il generale Wolseley piegava a Tclt-el-Kebir i ribelli egiziani. *)
. v L'Italia teneva molto alla proposta; ae foste tota approvata, infatti, sua aarebbe riuscita a eontervare la solidarietà eoa le polca formanti il concerto europeo e, ìnieme, avrebbe tutelato t noi intercali materiali MI di una ha se ebe avrebbe facilitato, oc mai ae ne foeaa pretestata l'occasione, mi eoa azione ulteriore (Mancini a Cord, Roma, 26 luglio '62. catySdtmi'nf, in M.C.ÌL, b. 699, f. 2. n. S, mutilo in I. V.t pp. 367-6H). I/idea del vizia di polizia navale cosi concepito era veramente dì Bìataarek (Mancini, a Robilant, Roma, 27 taglili, ih f.CJL, b. 699. L11, n. 14). come aveva ben compreso l'ambasciatore infletè a Roma Pagri (P*Set a GcanviOe, Napoli, 18 agosto '92, in Garts Croncilfc. P.R.O., 182). Stola cadota del progetto v. Menabrea a Mancini, Londra, 3 agosto *82 (A. E, Inghilterra 1362, a. p. 1153; L. V.,
p. sin.
*) A Ini il 3 gotto Paget ripeteva Panata di eooperaxione militare, già .pinta dal Mancini (Roaom, r., p. 327).
Depreda a Mancini. Beliamo. 28 luglio *82 (-tf.CJt., b. 700, f. 12, n. 11).
*) Ma anche dopo l'inizio delle operazioni instai. Mancini non abbandono la speranza di una collaborazione eoa l'Inibii terra otto croniche altra forma. Ne dava notizia Paget a Granvillc da Napoli 0 18 agnato (Corta Cranrittt, PJLO. 152, c.): a Non pensi die 11 signor Mancini mi permetta di erodete che egli abbia abbandonato l'idea ebe l'Italia possa deciderti prender parte con noi. Al contrario egli mi fa contìnuamente deLpiceoli accenni per mostrarmi ebe ha ancora in mente osa tale possibilità. Per etempio, tgU mi ha detto Poltro giorno che la ragiono per la male al e opposto allo scioglimento immediato della Camera era dovuta al fatto che, ricordando il nottro invito all'Italia a cooperare con noi, egli aveva ritenuto consigliabile avere una Camera pronta sei ceto che foaas necessario rivolgerai ad caca per i fondu Non è tota stata raccontata una frottola pia evidente . CU Italiani avevano (atto il loro tonto giocai consistente nello pacare di salvare capra e cavoli, curi, in Cotta la questione egiziana, non ave* vano mai preso infoiativi: né avevano avuto il coraggio della propria opinione.
I contatti furono proseguiti anche nel mese aocceaafvo, (piando Manfani spero di potar sapere dall'Inghilterra anticipatamente le lineo principali dei progetti che otta andava elabo­rando circa l'Egitto (Manenti all'ambasciata Italiana a Londra, Roma, 38 settembre *82 fa MICA, b. 699. f. 11, n. 21). Le proposta non fu accettata da CraavlUe elio si dichiaro impos­sibili tAto a assenterò qualsiasi parte del tataro regolamento dell'Egitto finche eoa af fosse *ndi­venuti ad uno chiara e definitiva conclusione del tutto (Granvilln a Fraser. Londra. S7 So set­tembre in fihst Boa*, Egypt, a. 18, 1882, in estratto in At.CR., b. 699, f. 12, n. 1 " * 4). Alito informazioni chiedeva Manémi cieca gli accordi che si 'vociferava fossero Intercorri tra il mi-