Rassegna storica del Risorgimento

1882 ; EGITTO
anno <1958>   pagina <445>
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Il mancato intervento Italiano in Egitto noi 182 44
noi interessi ni continente, ma erano insufficienti quanto a meni di tra* porto e ad altre cose necessarie per una spedinone in Africa. *1
Mancini replicò che il termine resourca* (che era usato appunto nella pubblicazione ufficiale britannica) doveva essere inteso come risorse fittane nano e non militari. iJ'amb asciatole, adoperandolo, aveva evidentemente voluto allndere al fatto che, essendo la Camera chiosa, il Governo poteva non avere i mezzi finanziari necessari per approntare la spedizione in Egitto* Ma, quanto alla preparazione militare, l'Italia non era eerto in condizioni di impotenza: come aveva attestato anche il ministro della guerra, generale Ferrerò, nel luglio erano pronti due corpi d'annata al completo oltre una classe che era già sotto le armi. Mancava solo l'ordine di partire e il tempo materiale per preparare i trasporti.3) Quanto ai motivi per i quali l'offerta inglese era stata rifiutata, ossi erano i seguenti: a ragioni di ordine politico, di eventualità internazionali, di ordine finanziario, di calcoli sul tornaconto di sperabili compensi .s) Il governo riteneva di aver interpretato fedel­mente la volontà della nazione; le risoluzioni approvate dal Parlamento italiano il 19 marzo e il 30 novembre 1880, nonché il 30 aprile 1881, dimoétxa-vano che Camera e paese volevano che non fossero turbate né compromesse, senza evidente necessità, da rischiosi ardimenti ed impegni nella politica estera le grandi riforme da compiersi* cioè non solo la riforma elettorale, che ha avuto ormai il suo felice compimento, ma ben anche le riforme finanziarie, cioè le abolizioni della odiosa imposta sul macinato e della piaga del corso forzoso .4)
*) Come dimostrava fl colloquio del 28 settembre 1882 fra Menabrea e GranviHe, quale risultava dal Blu* Boofc, jrt, . 1 (1883). p. 8.
) MANCINI, Distorti parlamentati cil., VII, p. 205.
Ka, indubbiamente, l'interrogazione di Sennino fece in Parlamento e filati una certa im-pronìonc. Lo tesso 10 mano. Marrano, direttore generale degli Rari politici del Ministero degli Erteti, tenue a Mancini che, nuche se la frate pubblicata nel libro diplomatico inglese era esatta, evidentemente Menabrea aveva parlato di ni tetta ed in forma di supposixionc tua personale (in f.GR-, b. 699, f. 13, n. 6). Manchi?, poi, scrisse 1*11 a Menabrea, raccon-tnndoglì il* rfgrattablo incident accaduto alla Camera dei Deputati, quando Sennino, attac­cando violentemente la politica del governo, aveva posto a confronto le pubblicazioni officiali di documenti diplomatici italiane ed ingioio, insistendo tulTesùtenza di precise Istruzioni di Mancini che avrebbero autorizzato quella dichiarazione di impotenza militare che appariva ad Blu Booti. Sarebbe stato perciò opportuno che al più presto Menabrea avesse inviato due telegrammi ano ufficiale che contenga esattamente e integralmente il testo della conversa, ione con CranviDe tulio stato militare dell'Italia. , l'altro confidenziale se Menabrea aveste ritenuto opportuno chiedere a CranvUle spiegazioni circa il dispaccio (in M.CJt. b. 699, t 13. n- 9). j-
Menabrea rispose il giorno tuccestivo da Parigi, che sei colloquio col ministro degli Esteri inglese egli si era strettamente attenuto alle istruzioni ricevute: lo aveva felicitato per 0 successo dell'azione in Egitto e gli aveva detto che l'Italia aveva predisposto nel luglio la mobilitazione di 20-25 mila uomini. Parlando poi in una conversazione * accademica dei grandi preparativi che aveva dovuto fare l'Inghilterra, Menabrea aveva aggiunto che l'esercito italiano, bene equipaggiato per una guerra sul continente, era meno preparato per mia campagna in Africo, che richiedeva una organizzazione speciale per non esporre le truppe ad essere decimate dalle malattie e dalle privazioni. Ma Cranvinc non aveva latto distinzione tra la parte ufficiale e quella confidenziale del colloquio (in Af.CR., b, 699, t 13, n. 10).
M MANCINI, Discorsi padatmnUtrì, eft VH, p. 204.
*) MAMCDU, Discorsi' ptulomniari, ri*. VII, p. 219.