Rassegna storica del Risorgimento

ANTONELLI LEONARDO
anno <1958>   pagina <450>
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Letterio Briguglio
Collegio ed investivano gli intcrnW tessi ed ì valori spirituali della rei*, gione cattolici, Allo questioni procedurali aveva già penuria fa qualche modo lo stesso Pio VI, allorché, nel 1797, aveva concesso alla maggioranza dei cardinali la facoltà di designare la lede del prossimo conclave e di ridane o di protrarre, secondo le circostanze, il periodo di vacanza della S. Sede. 1 Queste deroghe, che modificavano profondamente le norme tradizionali in materia di elezioni (si pensi al rigorismo di Gregorio X), consentivano ora ai Principi della Chiesa di riunirsi subito dopo la morte del pontefice per stabilire il luogo e la data d'inizio del nuovo conclave.
Ma che cosa temeva maggiormente il cardinale Antonclli? Già, col trat­tato di Tolentino, Napoleone aveva scosso l'unita del territorio pontificio e la corte borbonica, nell'intento di modificare le condizioni di diritto create da quel trattato* aveva inviato le sue armate in direzione di Roma. Anche gli eserciti austriaci erano scesi dal nord per appoggiare il dominio papale. Sicché lo Stato romano, liberato da un padrone, era aperto aDe ambizioni didne, che sfogavano in esso la reciproca maldissimulata gelosia. 3 Fio VI. deportato prima a Siena, poi a Firenze, a Grenoble ed a Valenza, era ormai rassegnato a morire in esilio. Luget pontifex super infelicissimo Ecclesia* tati' versali* stimi, oc aerumnis quìbus hoàiernis temporibus sancta Sedcs rexaxur. *J E l'amaro pianto del pontefice trovava eco profonda, al volgere del seco­lo XV UT, nelle accorate constatazioni del cardinale Antonclli.
Se si considera, infatti, la bolla del 15 novembre 1798, non sarà difficile notare come in essa si trovino espresse le stesse ansie e le medesime preoc-cupazioni che, due mesi prima, l'Antonclli aveva ritenuto di dovere rappre­sentare al consigliere Pellegrini, membro del Governo generale austriaco ìn Venezia. Questi, in nna sua lettera, ancora inedita,*1 al ministro degli esteri, barone di Thugut rendeva noto, il 19 settembre, che, durante nna sua breve permanenza a Venezia, il cardinale Antonclli aveva fatto un quadro com­movente dello stato di osculazione e, soprattutto, di rischio nel quale si trovava allora la religione cattolica e che l'aveva pregato di interporrei suoi personali favori presso il gabinetto viennese perchè Francesco H s'in­teressasse per sostenere la chiesa di Roma, il suo capo invisibile ed il Col­legio dei cardinali. Sulle condizioni critiche del corpo cardinalizio, l'Antonelli aveva poi insistito in modo particolare raccontando come i suoi componenti si trovassero dispersi qua e là, senza un punto di appoggio, indispensabile per casi nel caso non remoto della morte di Sua Santità , non sottoposti ad un unico dominio, sprovvisti persino del pane necessario a e per giunta dif­formi nei principi e nel carattere . Anzi, a questo proposito* aveva pure accennato ad alcune pretensioni , non meglio specificate, da parte di un discreto numero di cardinali residenti nel regno di Napoli.
La stessa lettera del 19 settembre accenna ad un'altra difformità di prin­cipi, certamente non meno grave di quella ora prospettata e cioè alla man­cata ortodossia che ai era venuta determinando in seno olle stesse Gengrw-
j) Buttarli romani continuità, io. IV, porto IH, J849. pp. 2976-2978. -) R. Czsfi, /( conciar* di Vtneria del 1800 totondo nuovi documenti pìtmoiUtM, In RM> gru iMxfonalc, fu*c 16 pr, 16 ria. e 1-16 *. 1919. p. J. ') Buttarli cantìnualio cil., j. 2976.
*) ARCHIVIO DI STATO VK-TEOA: Gottrno Centrate, anno I Wt, Utc ,XTL .11,0. .