Rassegna storica del Risorgimento

ANTONELLI LEONARDO
anno <1958>   pagina <454>
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Letterio Rrìgujgjtin
cìvico imposto dal Bomipartc nella repubblica romana. Me pure questa pro-ponte fu -benevolmente respinta dal pontefice secondo cui il suggeritnrfit/ dell'Amour Ui. una buona volta accettato avrebbe certamente acceso uà* guerra di penne , com'era accaduto in altre occaaioni. I a giuranti infatti. faceva osservare Pio VI erano itati molti e tutta gente che aveva il capo ani busto , ragion per cui non sarebbe stato conveniente azzardare usa con-nanna, senza la certezza di un effetto adeguato. E poi, epe bisogna ci sarebbe sratoj, sempre fecondo il pontefice, di una ennesima condanna, quando la disapprovazione di Roma per quel genere di letteratura era ben nota ed. ormai di pubblico dominio 3 Un altro breve quindi sarebbe stato per lo meno-superfluo. '*
Rimangono, tuttavia, significative le preoccupazioni dell'Antonelli. agli occhi del quale non apparivano evidentemente del tutto falliti ai tentativi di importare religioni nuove a fondo illuministico o mafoneggiante sia da parte dei teofilantropi milanesi, che dei cristiani evangelici napoletani . - * J Con quest'ultima lettera vertente sul a giuramento civico si può dire che sia interrotto il carteggio fra Pio VX ed il cardinale Antonclli, essendo soprav­venuto il trasferimento del pontefice a Valenza, dove morì il 29 agosto 1799. Intanto il BcrtbJer, alla testa di un corpo di milizie francesi, era entrato il 15 febbraio del 1798 in Roma e da qui scriveva al Bonaparto che il popolo di questa immensa capitale, riunito, aveva proclamato la sua indipendenxa-dalla potestà dei papi.3'
In questo precipitare di eventi, anche il cardinole Antonclli, benché si trovasse lontano da Roma, fu arrestato insieme con altri cinque cofleghi e rinchiuso nel convento dei Domenicani di Civitavecchia. Ma, liberato ben presto, si ritirò presso il Monte Argentario, da dove, però, gli fu possibile ricevere le ultime informazioni sugli affari ecclesiastici più urgenti e far sen­tire il peso delle sue opinioni. *' E di questo periodo, infatti, una lettera del cardinale Borgia diretta a lui, divenuto frattanto il cittadino Giannanti , ** con cui il suo collega lo informava di avere insistito parecchio presso 21 pon­tefice perche si provvedesse a riunire i cardinali, non essendo improbabile unte complotto di esteri , mirante a creare un papa a loro modo. Ma Pio VI gli aveva risposto che avrebbe riflettuto in seguito sul futuro conclave**' E su per giù in questi termini rispose anche all'Antonelli, facendogli sapere che la proposta precedentemente da lui avanzata e relativa all'opportunità di emanare un nuovo regolamento per reiezione del successore di Pietro* sarebbe stata quanto mai inopportuna perchè avrebbe dato l'avvìo a molte dispute, con grave pregiudizio per tutta la Chiesa. Ma 1*Antonclli precise,. in seguito, che si trattava non tanto di un nuovo regolamento da emanare quanto della necessità di porre in essere una nuova bolla, in seguito agli avve­nimenti che il papa non era stato in grado di prevedere quando, da Roma*, aveva pensato dì regolare la materia sulle elezioni. Al pontefice, però, erano-
1) K. BELASI, op. aV p. SIS. Lettera di Pio VT aU'AutooolU, in dntA 9 mano 179. a) *;. SI-.MX.UM.. LA vita rr'oo Ih ftofte n*l -eoli XIX XX In Quattoni di Sion* dtt RhorgimfniQ a con di E. ROTA, Milano 1951, p. 82 5) O. CAWIOXO, op. ìt.. p. 671. ' *) E. CZLAW, op. <., p. 490. s) EJ Cetani, op. eft., p. 4M. -
M:-El CctANi. op. cU.; p. 487.