Rassegna storica del Risorgimento

ANTONELLI LEONARDO
anno <1958>   pagina <455>
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Timori sptranu dai cardinal* Leonardo Anton-Ui 455
pervenute frattanto alcune lattina dai cardinali riuniti nel Veneto che* <U parere opposto a quello dell'Antonclu, non riconoscevano la nt-cKSaita di nuove costituzioni; e fio VI confidava al Bronciagtia, nel aettrmhre del *9s
*} il cardinale Antonclu ha il prurito di dottoreggiare, ed e inflessibile neilr
KM idee onde dopo avorio sentito, conviene tirare avanti come ai crede aia meglio. ll H
Ma il temperamento dell*Antonelli non era certo il più adatto a subire rassegnazioni. Nulla potendo sul pontefice* ormai deciso a non concedete una qualche bolla direttrice , si rivolse come già i è detto al consi­gliere austroveneto Pellegrini con lo scopo di fare accogliere dal governo di Vienna la sua proposta relativa ad un conclave nelle provincie venete. Eppure egli non poteva non essere a conoscenza che sin dall'aprile del '98 il papa aveva esercitato alcune pressioni HU Francesco U aia perchè, in seguito ad un'intesa con la Francia, potesse essere egli stesso ospitato nelle province ereditarie austriache, sia perchè* sotto la protezione dell'imperatore,, la Chiesa cattolica potesse evitare lo scisma. Ni l'AntonelE ignorava certamente che. fin dal luglio dello stesso anno, e cioè sin da quando Pio VI era stato trasfe­rito nella Certosa; di Firenze, la diplomazia pontificia aveva incominciato ad agire nel senso da lui auspicato e che, al congresso di Radstadt, anche fl Direttorio si era dichiarato d'accordo con l'Austria perchè non veniste peg­giorata ulteriormente la ormai precaria situazione della Santa Sede. Egli infine, sapeva benissimo che, per incitamento da parte austriaca. Pio VI aveva invitato tutti i membri del Sacro Collegio a recarsi nel Veneto (com­presi anche quelli che risiedevano nel regno di Napoli) * anche se i cardinali che aderirono a questo invito non furono poi molti.
Tutto sommato, non si poteva davvero pensare che l'Austria fosse poco disposta ad occuparsi delle sorti del pontefice e della futura elezione. Il car­dinale Antonelli, tuttavia, ritenne ugualmente opportuno iniziare una sua personale azione sul governo austriaco non soltanto tramite il consigliere Pel­legrini, ma anche interessando direttamente l'austriaco cardinale di Hertzan. A lui infatti scrisse due lettere nell'agosto e nel settembre del 1798, anch'esse tntt'ora inedite, in merito al futuro conclave.
In quella del 15 settembre espose in questi termini le sue apprensioni al-Paltò prelato austriaco: Se il capo, i principali membri della chiesa, e il corpo più sano degli ecclesiastici saranno posti in liberta di parlare e staranno sotto la protezione di Cesare, si uniranno insieme le armi temporali del prin­cipato e le spirituali della chiesa per animare i popoli per la maggior parte buoni e per reprimere l'audacia de' cattivi. Tutto questo io ho detto con molta maggior estensione * questo Sign. Commissario Pellegrini, il quale se n*è
*) E Cstjua, op. r., p. 501.
3) , propoaito di questi cardinali. l'Anionclli scriveva: Io non wno io corrispoadenss con atcuao di esala. E Pio VI. il 43 Ucuibre del *98, notificava al card. Brcneiad>: Non pa­tiamo chiamare od stati austriaci i cardinali che SODO nel regno di Napoli per ragione forti Mima che dormo a ano tempo . Ricordiamo a rosato posto eoe il cardinale di Napoli. Capevo Zurlo, eoa diadeaasva la qualifica di ehtadteo , dimostrando eoa!, alt alberi della Repubblica partenopeo, eh* il nuovo ardine di co* non ufo dall'inlimo ww d'Uà ragion* si **MI* aJTittant* approvato, ma bmantha si unt/sraia quadra perfianmmt* olia sw nasi fai Jejas** I PASTO, op. cii.. p. 56S, n. !, p. 6S6; E. Oaoai. sp. dt., p, SOI; C. SFADOU.NI. op. <*., p. B22.