Rassegna storica del Risorgimento

ANTONELLI LEONARDO
anno <1958>   pagina <457>
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Timori e sperante del cardinale Leonardo AntaruUl 4SI
ti ai apprende, fra l'altro che nel mese <U giugno dai 1799 ti tu parta la voce Vedala *He un attonita* aveva pubblicalo in Roma un'opera tendente ad urinili r I cardinali dal loro legale diritto detta ciccione pontificia (ep. cif. p. 271).
Tutto il volume del Gusta si pub caasiderara come un tentativo di influire ai fedeli par convincerli the, a dispetto di qualsiasi evento, il loco dovere di cattolici avrebbe ricalcato il ncorstoti mento e l'ubbidienza quel pontefice soltanto ebe tosse Stato creato dai legittimi cardinali. E così l'AntouclU. nella sua qualità di cardinale ed il Cotto, io quella di semplice pantere di rat, al rivelano animati dalla medesima preoccupazione di scongiurar*: lo sciama..
Non ti può quindi dubitare minimamente ebe fatano, alla fine del XVIII secolo, validi motivi per ritenere possibile la creazione di un antipapa. Ma ai tratterebbe sole di *f* fflfj nulla di pio.
Anche le fonti a nostra disposizione concordano infatti con il punto di vista di Vittorio E. Ciuciteli:, che. In una recente polemici con Renzo De Felice, richiama l'attenzione' del tao interlocutore sulla oggettiva realtà dette fonti storiche del tempo.
Rimane, però, da augurarsi che tanto l'uno, quanto l'altro, particolarmente informati sul* l'argomento da noi appena sfiorato, approfondiscano ulteriormente i presupponi politici e religiosi in relazione atta più. concreta possibilità di uno sdama, in occasione del conclave di Venezia. La questione poi relativa al sa ed al come sarebbe stato proposto un antipapa, potrebbe evere l'importanza di un e fletto più. o meno mancato e pertanto un valore episodico. Quelle che rimangono in tutta la loro interesa sono le cause di un fenomeno che preoccupava enor­memente le coscienze del clero a alto basso, e persino dello stesso pontefice.
Una piò approfondita valutazione dei rapporti esistenti fra le correnti di pensiero religioso e politico degli illuministi, dei giacobini e dei giansenisti, da una parte, e lo correnti di pensiero cattolico italiano ed europeo dall'altra atta fine dei '700, è, a nostro modo di vedere, una risco­perta ancora tutta da fare.
* V. E. CitnrtcLut, Di un pro/rrao di eleggere a Roma un antipapa durame Patii" di Pia VI, in Rassegna ttoriea <iA Risorgimento, gennaio-marzo l!)S3. pp. 68-71; IL De Fexicx, Re­censione in Movimento Operaio, settembre-ottobre 19S4, pp. 768-771, dell'opera del GioW-TXUA. Assembla, dalla Repubblica Ramona (1798-99), voL Bologna 195-1, pp. Xtt-3Ì0 (Atti delle assembleo coaritotfonoli italiane dal Medio Ero al 2537, Serie IT, Bhr. I, Sex, IV).
Per gli opportuni riferimenti, vedasi ancora del GnnrrzxXa, La giacobino Repubblica Romana (1798-1799)* Aspetti * momenti, Roma, a cura della Soc. di Storia Patria, 19SQ; La politica italiana drl Direttorio nel 1799 e la missione a Homo drWambasciatori Bertolio, inRaurgno storica dal Risorgimento, gennaio-marzo 1952, pp. 18-29.
Cogliamo qui l'occasione per informare i lettori che il suddétto abate Francesco Costa è il medesimo autore del volume; CU onori di Pietro Tamburini, di coi ci riamo occupati nella comunicazione al XXXIV "'"ajTf di Storia del Risorgimento tenutosi a Venezia dal 20 al 23 ottobre del 19S5 e che aveva per titolo: Aspetti eolia politica oxlrsitutica axutriaea al-l'opera dei censori ceneri (1798-1805), in Rassegna storica dei Risorgimento, ottobre-dicembre 1957, pp. 553-644 e ebe ora e stata ripubblicata a cura dcll'Iittituto per la Storia del Risor. gùneoto nel voi. TI degli Ani ìd Congressi alle pp. 421-130. In quella occasiono ri è confuso il Guata col Gaeta.