Rassegna storica del Risorgimento
ROMA ; COSENZ ENRICO ; MUSEI
anno
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1958
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pagina
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482
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-182
Lihri periàdici
.periodi Intermedi, costretti a piangerei per i secoli XV-XVL U)U iirisiia di fintar suggerimenti, un terso nato di quelli' riguardanti 1* Repubblica roauna dei 1M9?
Ai più, oggi, iti questa nostro epoca di pdu e di '' rcgineti* "* ÉJI ar*ilr e bikini, il nome di Fernanda Battiferri die* paco 'p. 68); otte <U b yi*uif> dia Roma del primo ventennio del secolo, rivede accanto 1*3 tortora Mantidi. truccato da JVwio r bota o da tr,0)i de TrùUvtfm e geraidè r espio. Om, /o> guc**. Postume, PoMiutif... Anche Alfredo De Antoni, che "è spente oH *SS rievoca visioni deliri tempi, in chi gli ha tentilo declamare la parte del taglìapietro Claar nella iVeeedannunriana prima che la dipartita (ani la parola i di casa) di quel grande ed infelice attore che Cu Ferruccio Convoglia dalla Compagnia abile dd teatro, .Argentina> lo promovesse, e meritamente, a Marco Crauco,
G5?' tutto, per la nostra curiositi e per la noira gioia, nel bel volume di Gcecariu, da eli nomini alle cose, dalle accademie alle fontane, dalle alarne parlanti a.! diritto canonico, dalle banche alle confraternite, della numismatica alla foto (rafia.
E, proprio nel 1953, la fotografia ha celebrato a Roma tana delie tue feste mag-elori, con la magnifica mostro di palazzo Branchi, al cui copiato ed intelligente catalogo Silvio Negro ha premesso un iidormatisslnto e delizioso saggio aul primi fotografi romani, che prende le mosse da una lunga nota dello Zibcldone belliano. in cui si registra la data di nascita del dagherrotipo, per finire con il -ricordo della tragedia che 'troncava la vita a Federico Parafimi.
Dilettanti comò il principe Giulio Cesare Rospigliosi professionisti come il. francese Petra ud, che lavoro nell'inverno 1845-46 (< A scudo uno il, ritratto al dagherrotype fatto in pochi minati secondi da Pcrraud. in via dei Pontefici man. SO, primo piano in fondo al corridore a mano sinistra >) sono tra gli iniziatori della fotografia romana. f.,u quale vanta un prete come primo professionista indigeno, quell'Antonio D'Alessandri, che porti da Parigi, nel '32. una macchina fotografica di nuovo modello e il processo al collodio. Le indicazioni del catalogo e la felice celta delle riproduzioni, da Villa Spada dopo l'a.-dio del '".} a un !>-! ritratto di Pio IX con la tabacchiera, da una caratteristica inquadratura dei convittori del < Nazzareno > con tubino e mantello alla faccia da e venerdì 13 > di Lutei Canina. ei consentono di farci un'idea chiara dello viluppo dell'arte fotografica nella captiate della, cristianità. Dove non le mancarono, tuttavia, contrarietà e guai. Tra le prime < il classico misoneismo locale nel quale sì esprimeva anche la sopcrsóaiotte popolare che forai fare il ritratto volesse dire dare un appnntamenlo alla morte; Proprio per questo Canina non aveva mai voluto saperne di farsi fotografare-. > <P. 21).
Se la fotografia ha potato cogliere momenti e aspetti caratteri1'tiri e drammatici della Roma risorgimentale, come la visione dei bastioni bombardati nel "t. del rampo di battaglia di Mentana e di. Pòrta Pia un'ora dopo Kngrévrt ;dei bersaglieri del Cadorna, un Ir foto uso ne ha folto al danni dell'esule regina di Napoli. Maria Sofia, nel 1862. Brutta pagina, della quale non può eerto vantarsi il patriottismo roniano d'allora. CIì candalott fotomontaggi, ai quali xi presti la famigerata (portanza Dioudlevi, hanno fallo scrivere a Raffaele De Cesare che mai ingiuria più-vile fu immaginala contro l'onoro di una donna .
In qualche modo collcgata con questa vicenda è la disavventura di un altro prete fotografo, del quale non vediamo ricordato il nome in questo volume, don Filippo Bottoni. DB una sua memoria defensionale, cOnservam-n Homo t Mu*eo Centrale del Risorgimento, riteniamo opportuno togliere li racconto che riguarda gli, addebiti dai quali gli verri una condanna da parte del Tribunale del Vicariai], nel I3ri3, e fornisce, indirei tornente, qualche notiria di intorno per la storia della fotografia In Roma. Noi primi anni di mia gioventù,./mi ero applicato al disegno per la pittura, per cui ebbi conoscenza e pratile! ditali artisti pittori. Era staio ùmidiò., di mìo, gnrii.0 lo- studio ;d.i fisico chimica, per lo che contratti