Rassegna storica del Risorgimento
ROMA ; COSENZ ENRICO ; MUSEI
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1958
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Libri e periodici
FRANCO DKI,M l'ntuTA, / democratici e la. rivaUzUum* iudian*. DlbotiUl Uowli cernitimi pollati aWindatttiud iti 1H4H; Milano, Feltrinelli, lfftB, in fi*, pp. SJ7. L. 4000.
3cna voler dare lignificata assolutaménte probante a testimonianze Kntf<4uu rispetto al periodo che ci interessa ( 18S0-S3), ma alo per indicare perplessità e IH tozze da pule anche di mazziniani etesii nei cenfronti del Maestre al mommi* medesimo dell'aMunsione delle massime responsabiliti in Beota nel '4 si penarne ricordare la parole del Castellani, del Msuolino, del De Boni che metterai hi risalto, da un lato, la difficolti den*inipreM da compierà (raddrizzare in Roma su situazione confusa e caotica) e, dall'altro, resistenza di una crisi latente nella *tnìe- ramento democratico, nonostante le speranze nella rivoluzione, italiana. Il M'TTTTÌ deplorava la guerra del Piemonte all'Austria, secondo il Castellani, perché temeva la sconfitta del Piemonte o la soffocazione della liberti italiana e resa impossibile la indipendenza nazionale: <o il Piemonte vincerà e sarà perduta la repubblica>. L'incatuprcnjùoue per l'azione politica del Mazzini ai taceva sempre più sentire sztre-verso le critiche del Castellani al settarismo, la polemica del De Boni e le lettere (e le memorie inedite) del Mnaolino che tendono a Miùuuire e ad abbattere il mito mazziniano: e Mazzini non è l'autore di una scienza e di un'idea nuova. Egli non ha avuto altro merito che quello di guidare e di ripetere cose e sentimenti vecchi, ritirato all'estero in luoghi sicuri, mentre noi altri esposti alle mannaie ed aDe galere facevamo circolare in segreto quelle idee, che ibi questi ultimi tempi hanno dato tanto (rutto. Mazzini dunque non ha altro merito, che quello della propagazione e grande utile avrebbe arrecato, se si (osse limitato ad essere sempre propagatore e acrittore> (lettera di Musolino a Castellani del 12 gennaio ISSO* efr. R. Cessi, Aspetti d-lln erisi mazziniana nel Ì8t9. in e Bollettino della Domai mai-ziniana >. a. ly 1958, n. I, p. 28).
D'altro Iato, non viene meno, proprio nello stesso periodo, la fiducia nel Mazzini nell'immincnie risveglio rivotuionarìo pel tramonto dei miti di Pio IX e di Cario Alberto o in genere del moderatismo in Italia e in Europa ed anche per le esperienze di lotte popolari intraprese, sia pur con aspirazioni differenti, da paese a paese (carattere nazionale, sodale ecc.).
Di qui scaturisce uno dei' problemi più dibattuti dai democratici negli anni dopo il '48 specie ad opera di Plsaeaue, Pernii, Montanelli ecc.: legare in modo permanente le masse popolari alla rivoluzione hi modo da generare un rinnova-mento profondo sociale e non solo politico nazionale - della società italiana. Ed uno dei meriti maggiori del volume documentatissiino ed acato di Delhi Perula è di aver colto la genesi e il dispiegarsi di questa opposizione, talora aipra si dura, al Mazzini, in vista di una soluzione repubblicana (ma non mazziniana) della questione italiana: non si tratta di vedere con occhio di oggi problemi di un secolo fa, s'intende, ma si tratta di cogliere aspetti meno noti 0 addirittura mai studiati del Risorgimento italiano.
Se è vero che il Mazzini non ebbe mal il monopolio> della rivoluzione italiana,, e vero altresì che, dopo il '48, pur nel risorgere delle speranze per la liberti e l'indipendenza, si hanno preso di posizione estremamente dure nei confronti dell'azione del Mazzini, da parte di democratici come Cattaneo. Ferrari, Cemuschi ecc. che vedevano o prospettavano soluzioni differenti. Né è sufficiente dire che l'azione di questi ultimi fu pressoché tutta racchiusa negli scambi epistolari tra gli interessali o nella attiviti di critica scarsamente costruttiva; altro discorso è da fare per la realizzazione o meno di queste aspirazioni: importante è gii il fatto che esigenze ben Individuate siano state sentite ed espresse In modo qualificato.
Non ai comprenderebbe infine in modo completo lo svolgimento del tnawsinia-neahno dopo il *S3, il tentativo di Pisacane, il fenomeno del garibeldiulsmo e infine Tazione politica dello slesso Cavour, se non si individuasse come Della Perula