Rassegna storica del Risorgimento
ROMA ; COSENZ ENRICO ; MUSEI
anno
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1958
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pagina
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496
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496 Litri prtedtei
E U preudbwnisnio iulianw degli uni 1*4942 é atsU'awtave iadrridsaa * dUeuaao con ricchezza ék riferimenti, con erudita * fidar* *wpcimti*m* VI fati colo dui la e il Montisi intravedeva del peso che esso ebbe par tana a* ventennio (fine alla comparsa del werxlanio in Italia) (*m IHa 4 artaa.a ad tta tempo: la fama più noia di crìtica sociale avanzata, d*aain da ilari pr. relè a d'appella alla masso contadine immiserite , atrive 11 Valiaati. rrnnrfaaT. la polemica sostenuta contro 1 socialisti Italiani dal Mazzini lene la qaaldMs aaaa-ainìano arrivava all'accusa anonima, cfr. p, 176, a. 140, relativamente al T7stillai. il proudhonismo italiano non aveva malti segnati, d'altro iato Rusconi, Maestri, Da Cristoforit, Guastalla (vale a dire gli esponenti principali) ai eoi E ai Prondhon proprio in vista di un programma politico Baciale più svaniate ri a cu. a quello mazziniano, e costituiscono una espressione di più della crisi, the travagliava la democrazia italiana di quegli anni.
Mentre il Mozzini nel cane del *30 lavorava alla concentrati ne della crazia italiana (cioè il Comitato Nazionale ì. ai andava coagulando mu propria dissidenza, a parte individui di minor conio, attorno alla Spore del Ferrari, del Ccrnuscbi, dal Manin e del Cattaneo; il manifesto dcli'8 settembre te la corri, apondenza intercorsa) aanziona la rottura definitiva tra il Mazzini, il Ferrari e fl gruppo parigino di opposizione. E l'atteggiamento critico, poi, del Cattaneo, che, ae non aderiva al programma del Ferrari, non era perù disposto ad Tfrflur le tesi mazziniane, non poteva non preoccupare il Mazzini (ma 11 Cattaneo era in quel periodo attivamente impegnato con l'Archivio triennale); i tentativi del Ferrari aia eoi programma (settembre USI) aia con la Federazione rrpabhticeaa suscitarono perù (orza politiche vere e proprie, nonottante i molti punti di tatto tra il pensiero di Ini e quello di Vari democratici dissidenti: senza I*a già aperto di Cattaneo, Manin, Ccrnuschl egli doveva agire a titolo personale il colpo di Stato del 2 dicembre *S1 in Francia metteva une poi ad ogni speranza di rivoluzione italiana in connessione con la rivoluzione socialista francese. A questo punto aveva buon gioco il Mazzini che, nell'entrare in polemica coi socia* listi francesi, attuava il rilancia della propria azione in Italia indebolendo la dissidenza antimazziniana.
Mentre si allargava sempre più la sfera di influenza delle idee liberali imo agli strati del popolo minuto, non veniva meno la propaganda patriottica! < Dalla sovversione della Repubblica in Francia alno al finire dell'anno 1852, ii lavoro preparatorio scrive 11 Mazzini corse più ardito e più rapido come di chi sente cresciuti gli obblighi >.
Al mito dell'iniziativa francese si contrappone la fiducia In quella italiana, con l'intensificarsi del movimenta clandestino negli Stati Romani, nell'Umbria, In Emilia e Romagna, In Toscana e nel Lombardo-Veneto. In Lombardia, ad esempio, dopo la formazione del Comitato Centrale a Milano all'ini zio del ISSO, si ha una organizzazione sempre più capillare di comitati provinciali e locali a Brescia (Speri), a Mantova (Tazzoli), Pavia, Como, nell'Alta Lombardia ecc. e ni stabiliscono contatti diretti col Mazzini stesse.
Senza voler segni ani la ricostruzione, data dall'autore, delle alterne vicende dei vari comitati nelle città e regioni di tutta Italia, vogliamo ricordare tela due momenti: l'opera del DoltcaSo nel Lombardo-Veneto e il processo di Belfiore che caratterizzano l'attività organiasaUva e I rapporti con Londra e la Svizzera, a la situazione politica tra il ISSO ed 11 *53,
CI già permesso a titolo di esempio un brave riferimento ad una situazione locale, descritta con efficacia e sulla baso di documenti inediti relativamente alla propagazione delle Idea del Mazzini In Verona (cfr. R. Fesanari, Lmnd* mazziniana di Luigi Dettano amronn (185MÌSi, lo Atti drJf.itWemw di Apicoltura, scienze e lettere di Verona, voi. Vili. 1*5-56, Verona. pp. W.