Rassegna storica del Risorgimento
ROMA ; COSENZ ENRICO ; MUSEI
anno
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1958
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pagina
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498
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498
Libri periodici
MABIAJW GtfUCU, La palìtirn ruuul* iuiliwM dH'l!n'uù nìim tigtll* ék Un*(, Milano, Cìuffrè, 195?, in 8 pp. 500. L. 25.
S'infoia con questo denso vaiarne t.i collana di lavori da* l'IninUt. 41 studi storico-politici dalla Facoltà di adente politiche di Rama, diretta da Rafael* Citsca, Intende pubblicare propria apnar con lo scopo precìpuo, ladsedaaaiiaB*, d'incoraggiare ! giovani. Ed è un infoio felice, che l'opera bea) degna di caaere segnalata sia per il rigore scientifico con cai è condotta aia per la ritriarzaa drila documentazione attinta da materiale archivistico di prima nnno, assolutamente ino ad oggi sconosciuto. L"A. ha già invero al ano attivo alenai pregevoli contributi Ha atoria navale; ma ani egli* trattando con maggior impegno tu fante tema, ci offre un'ampia e chiara visione, al di sopra di ogni aBegjtiamettto d> parte, del travaglioao cammino percorso dalla noalra marina militare dalla pro-elamacioDe del Regno alla vigilia della seconda guerra d'indipendenza e ci illustra minutamente l'opera dei Ministri e l'impiego, che ebbe la flotta ad tempo d* .pace kcio' he altri ha tatto solo di sfuggita).
In realtà la nostra marina dovette superare aio dai ano sorgere difficolti ma ad. Essa nacque nel periodo delle annessioni, cioè quando le navi e di nomina dei vecchi Stati e dei governi rivoluzionari paasarono o in blocco o alta spili iwlaia sotto le bandiere sarde Ma la fusione si ebbe senza che le strutture precedenti di ogni marina fossero distrutte al che i vecchi ordinamenti coesistettero ad nuovo e senza che fosse possibile instaurare rigidamente la disciplina (frequenti furono dapprima le diserzioni, specie del marinai e le riluttanze degli ufficiali, specie dei superiori, ad eseguire ordini in contrasto con di interessi personal il tra il cozzare delle ambizioni, l'antagonismo dei capi, le diffidenze reciproche. In verità il Casa-(lamentale vizio d'origine (come giustamente asserisce l'A.) era proprio dello Stato indiano, costituito affrettatamente con dementi eterogenei che non avevano avuto né il tempo ne l'opportunità di assimilarsi ; cui si deve aggiungere il regionalismo, che non era cosa da poco nell'Italia dei piemontrsinm e degli antipicmontcsisxni. rinforzato, per la marina, dalla carenza del potere politico che commise il gravi* timo errore, le 'cui conseguenze peseranno per tutto l'avvenire -ino dopo Lisa a. della divisione dei due Dipartimenti marittimi uno a nord e uno a and, il che diede, come primo frutto In stabilirai in ciascuno di essi di fendi personali dei comandanti con le conseguenze facili ad immaginanti. E vi ha ancor da considerare che tutto era da rifare, da noi, in un tempo in cu* soprattutto la Francia e l'Inghilterra si avviavano verso una rapida evoluzione dell'architettura, della tecnica e della tattica navale* poiché insufficienti erano nostri arsenali, di cui nessuno era adatto né alla costruzione né ai raddobbi uè die riparazioni di navi di nuovo tipo. aieche l'Italia doveva dipendere completamente dau'eatero per l'armamento e la manutenzione di una squadra moderna; ni possedevamo basi atte ad accogliere. numerose unità e, peggio ancora, tutta la flotta per trovarvi riparo dal mare e *PPoggi e difese contro eventuali attacchi nemiri.
Nascendo senza tradizioni e senza alcuna Idonea preparazione, la nostra marina avrebbe avuto bisogno, per rasfirc all'altezza dei tempi e dei gravi problemi che ne condizionarono la prima vita, di uomini di eccezione capaci di dominare le situazioni cosi complesse1 con particolare energìa -iì superare sollccitarornte sii Intra* meri ostacoli. Purtroppo il solo uomo elio abbia compreso che la marina Italiana avrebbe avuto una parte notevole nell'avvenire del nuovo Stato particolarmente In quegli anni in cui le questioni mediterranee cominciavano ad essere al eentra della politica internazionale, e abbia fatto del ano meglio per accelerare 11 processo di potendamento della flotta nel limiti, naturalmente, consentiti dall'attor* modesta economia nazionale, fu il Cavoun, il quale, per altro, fu dUgraiUtamente troppo