Rassegna storica del Risorgimento

ROMA ; COSENZ ENRICO ; MUSEI
anno <1958>   pagina <499>
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Libri e periodici
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fecMtrhito da nitri problemi di più larga portata e di necessità pia preManli. Co* umilile, anche te la stia politica organizzativa marinara non fu tempre felice (come ne dà prove cene l'A.), specialmente per quel che riguarda l'iniiturione dei Dipartimenti e delle basi, innegabili tono 5 suoi grandi meriti per aver miralo comunque a stabilire luuione tra le file della marina e il riordinamento dei corpi che la componevano e a far al che le beghe interne, le dispute* le gelosie, anche te non vennero subito meno (anzi, si accrebbero, purtroppo, qualche voltai dopo di luit rimasero pero chiuse negli ambienti dd Ministero senza avere risonanze esterne da procurare discredito, e più ancora per aver intensificato il più possibile le costruzioni sia per le navi corazzate, superando audacemente i dubbi che eran fotti allora in molti anche esperti circa il loro valore bellico, aia per quelle di vecchio lino di legno con propulsione ad elica; solo preoccupalo di dare all'Italia un'effettiva superiorità, sul mare rispetto alla marina austriaca. Ma gli nomini di governo che successero al Cavour come miniatri della marina furono per lo più nomini comuni, eoa le loro ambizioni comuni con le loro piccole vedute, e se anche furou dotati del buon volere di operare i miracoli che la storia esigeva, esso fu minato oltreché dai limiti delle loro capacita, dai risentimenti personali e dalle loro diffidenze. Cosi fa del Menabrea, che, tra l'altro permise che gli organi ministeriali dilapidassero somme ingenti di danaro pubblico in traaformaaioai impossibili di vecchie navi a Véla e con la sua stessa condotta favori il rinascere di gelosie, specialmente dei napoletani, il che non giovò certo a rafforzare la già troppo debole unità della marina. Positiva invece fa raperà del Penano come ministro, anche se essa doveva qualificarti net campo morale con la sua immeritata promozione ad ammiraglio; che a Ini. si devono l*ÌBtendimeoto di migliorare la qualità degli equipaggi e Pad* destramento degli ufficiali; le disposizioni per ottenere un maggior affiatamento della truppa di marina; lo sfocio, se non altro, di por termine all'antagonismo dette due scuole marinare di Genova e Napoli e il progetto, non per colpe sua per allora tramontalo, detta creazione a Livorno di un'unica Accademia. Conviene anche rieor-- dare che egli s'impegnò, anche se breve fu la sua permanenza al Ministero, a far preparare per la nostra flotta una polente aquadra di corazzate che doveva costituire la principale forza marittima della giovane nazione, K nel campo dell'armamento in particolare continui a prender forma la flotta nel *63 e nel "64 con il ministro Cugin, convinto, e giustamente, della necessità di far compiere agli ufficiali e ai marinai il maggior numero possibile di viaggi, distruzioni "pratiche. Egli si interessò pure di far accelerare al massimo l'allestimento dette navi già varate per averle disponibili In caso di emergenza. Ma con I miniatri che *e finirono sino al "66, e In special modo con 11 Lamaroiora e l'Angioletti, I progressi detta marina si arrosta* cono per lo drastica diminuzione del numero delle navi annate, per la falcidia de! fondi assegnati per le esercitazioni navali, per la riduzione dette spese generali, sicché, venute meno le cure per una vieppiù efficace preparazione degli ufficiali; dei sottufficiali e degli equipaggi, e per giunta la marina mancando quasi assoluta* mente di ammiragli consci del loro arduo compito, sj spiega in quali condizioni noi .ci avviammo a Lassa, la cui vicenda sfortunata non solo gli ignari, ma molti studiosi (perciò mi sono soffermato un po' a lungo sulle pagine, in molta parte rivelatrici, del Gabriele) ancor oggi credono si debba unica attribuire alTinespe-rienaa e alla leggerezza di un Capo.
Peraltro, ad onte delle lamentate deficienze, non deve essere dimenticata la valida coopcrazione offerta dalla marine militare sin dai primi anni del Regno (palla quale informa largamente la seconda parte del volume del Gabriele) per la risoluzione di numerosi problemi interni, di cui alcuni di una certa gravità. Unità navali furono impiegate più volte dal governo o con risultati sempre confortevoli, per esempio, tra labro, contro il brigantaggio; contro la pirateria in Sicilia; per