Rassegna storica del Risorgimento
UNIVERSIT? ; ISTRUZIONE PUBBLICA
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1958
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Alberto Caracciolo
fàcile -,!--.(.!.., incominciata già dal Ceppino Panno dopo l'avvento al governi della Sfatatami" ma alquanto arbitraria. Dacché proprio nomi BOOM entelli dl BaoooUi o dai Ceppino e di unica dal loro partito furono anche i più noti por il dispotiamo ministeriale e il centralismo ohe di (atto Instaurarono alla Pubblica istruzione. "1
In pratica una ola legge organica vide la luce durante meno secolo, e fu quella di Gabrio Casati. Ad essa ai opposero poi senza risultato 4'rrhvr di progetti legislativi diriordinamento dcU'iatruzione *tuperiore,ai aggiunsero gran numero di rrgolamenti. decreti, leggine particolari. Essa medesima, a mentire le indiscrezioni dei giornali, era para per un momento non dovesse, veder la. luce: per le opposizioni aorte nel. Gabinetto rispetto alla facoltà, concessa a qualunque privato, di aprire corsi univer*itari e lo stesso miniatro proponente era stato in pericolo. '' Fu varata al termine estremo dei pieni poteri del governo, con ano procedura extraparlamentare più tardi criticata o addirittura considerata scorretta. Ma era anch'essa poco originale. In gran parte ricalcava un progetto di Codice scolastico in cinquecento articoli, presentato nel *54 dal (librario al Parlamento subalpino, che seppure moderava In quarantottesca legge Boncompogni, apiccatamente autoritaria e accentrata, reato va tutto imperniato nulla tradizionale resistenza piemontese alle forme della libertà degli studi invalse in altre parti d'Italia, introducendo solo timidamente gli invocati criteri dell'organizzazione universitaria germanica. Sicché non poterono csaere contente della legge Casati le nuove regioni annesso al Regno, no In trovarono adeguata all'ordinamento di un grande Stato i futuri responsabili dei governi nazionali, gli uni giudicandola troppo vessatoria, gli altri debole e provinciale.
Prima ancora che sorgessero malumori, e proteste dalla Lombardia, e in ispecio dalla sacrificata Pavia, un episodio di insofferenza municipale si manifeste* fin nel seno degli antichi Stati sardi. L'ateneo di Sassari, dove si insegnavano leggi e medicina, già salvato a malapena da una -oppressione decisa qualche anno prima dal (librario, nvrebbe dovuto essere soppresso dalla legge Canati perchè ritenuto antieconomico e superfluo alle necessita locali. Tutte le commissioni tecniche si erano pronunziate nello stesso senso. Mai circoli politici e culturali snssareei non si mostrarono disposti a aoppor-tare il torto. I"in dall'ottobre si recarono a Torino delegazioni, a nome di una adunanza popolare presieduta dall'avvocato Cavino Tonda e da un Comitato permanente di notabili, quindi sì dimise il municipio, si stilò una petizione di ottocento nomi olla Camera, furono pretese ispezioni che conva fidassero le ragioni di esistenza dell'Università, non disposta a farei surrogare da quella lontanissima di Cagliari. L'agitazione non potè influire cuna decisione del ministro Casari, ma cominciò bea pxesto a far breccia sui parlamentari, anche perchè un altro colpo Sassari era sul punto di subire, vale a dire l'abolizione della Corte d'appello. Nell'archivio di Pasquale Stanislao Mancini è conservato un fitto carteggio con Achille De Vita e con altri esponenti sassa
>) Prosano di legga presentato Q 9 maggio Is77, fa Documenti Cam-ara, Lea. Xfff, So*' Iona prima, volarne 3", o. 107,
2) Cniri siipumafinÉrl coatre I do* minùtri troviamo per esempio nell'epUwlario di S. Spaventa, spce a p. 110 a p. 168 detta httun putixieh* a cara di C. Castellano, Bari, 1916.
Si vadano segnatamente ao L'Opini** gli articoli dal 7, 9, 11 noverabw 1859.