Rassegna storica del Risorgimento

SALVEMINI GAETANO ; GIOLITTI GIOVANNI
anno <1959>   pagina <183>
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Ritorno all'Italia giolittiana 183
Il giudizio di Salvemini su Giolitti e sull'Italia giolittiana, così come è espresso nella sua Introduzione, apparteneva chiaramente alla prima categoria, cioè a quella della personale intelligenza storica alle prese con una nuova comprensione di una èra, della quale egli era stato attore , e non alla seconda categoria, quella di interessata e pratica passione polì­tica. Neil'Introduzione egli scriveva:
Mentre io facevo in quegli anni, meglio che potevo, il mio mestiere di storico, che è stato sempre il mio vero mestiere, dedicavo i miei ritagli di tempo a fare anche quello di riformatore. Il lettore troverà nel libro... il riformatore e non lo storico . ')
Ed all'autore egli aveva scritto:
Ho appreso dal Suo libro molte cose che mi sfuggirono in quel tempo quando la storia si faceva . ~)
Ma per ricostruire e chiarire adeguatamente la nuova valutazione di Salvemini dell'era giolittiana, è assolutamente necessario un accenno più diretto e personale alle circostanze che lo indussero a scrivere la sua Introduzione. L'operetta su Italian Democracy in the Making (L'età giolittiana), fu concepita e scritta prima che il sottoscritto conoscesse o incontrasse Salvemini. Nella primavera del 1943, la stesura finale del lavoro gli fu mostrata ed egli espresse la sua approvazione generale, dette incoraggiamento generoso, senz'altro dissenso fuorché sulla definizione di due personalità minori del partito repubblicano e di quello socialista. Nessun'altra osservazione ! .3) Fra tante altre cose terribili, la guerra fece posporre la programmata pubblicazione del manoscritto del saggio fino al 1945, e allora, su suggerimento dell'editore, fu chiesto a Salvemini di scrivere una presentazione. Nella primavera di quell'anno la lunga Introduzione arrivò. Questi, in breve, i fatti sulla composizione da parte di Salvemini di quello scritto. Nessuno immaginò nemmeno lontanamente allora che esso dovesse rivelarsi come la salve d'artiglieria da cui avrebbe avuto inizio la battaglia dei libri su Giolitti. Come più tardi si è visto chiaramente, il punto importante, in quella che altrimenti sarebbe una questione quasi unicamente privata, non sta solo in questo inatteso pri­mato . Non meno degno di nota, forse, è il fatto che Salvemini, dalla sua prima lettura del manoscritto alla stesura dell'Introduzione, aveva avuto due anni, durante i quali, se lo avesse giudicato opportuno, avrebbe potuto modificare le sue reazioni in proposito. Come quasi tutti gli altri, natural-
1) Introduzione, p. XV.
2) Da una lettera allo scrivente dell'I 1 luglio 1943.
3) Gli uomini erano Giuseppe Gaudenzi e Francesco Geco iti; cfr. Italian Democracy in the Making, pp. 31, 60, 74, 76.