Rassegna storica del Risorgimento
SALVEMINI GAETANO ; GIOLITTI GIOVANNI
anno
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1959
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pagina
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187
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Ritorno all'Italia giolìttlana 187
paradosso diventa comprensibile, essenzialmente sul piano psicologico. Come verrà ulteriormente dimostrato, l'articolo del 1952 è, come implica il suo stesso titolo, l'elaborazione di un quesito e al tempo stesso una discussione contro una quantità di opinioni contrastanti. Come il suo tono violento lascia frequentemente intravedere, non si tratta della esposizione pacata di una questione storica. Qui Salvemini discute senza discriminazione, spesso furiosamente, con Croce, Ansaldo, Natale e specialmente con Togliatti.J) Di conseguenza presume che la sua posizione, nei confronti dell' era giolittiana, sia stata chiarita una volta per tutte: già dal 1914 una democrazia italiana era in formazione.
Se si confronta l'Italia quale era nel 1860 con l'Italia quale era nel 1914, non è possibile disconoscere l'immenso progresso non solo economico, ma anche politico e morale fatto in quel mezzo secolo. Nel 1914 l'Italia del Nord e del centro era ancora lontana da quel livello che la democrazia aveva raggiunto nella Svizzera, nei paesi scandinavi, nell'Inghilterra, negli Stati Uniti, nella stessa Francia. Ma era sulla strada. Aveva non una democrazia perfetta , ma una democrazia in cammino . 2)
Cosi egli scriveva nel 1952. Nella sua Introduzione, sette anni prima, aveva detto:
La democrazia italiana avrebbe avuto bisogno ancora di un'altra generazione di esperienze e di errori prima di diventare, non una democrazia perfetta , ma una democrazia meno imperfetta .3)
Alla fine dell'articolo del 1952 egli ripeteva:
Se l'Italia avesse avuto un altro decennio di progresso economico, intellettuale e politico, anche l'Italia meridionale sarebbe entrata in quella che era allora la zona della civiltà . Quei trent'anni mancarono. Venne la prima guerra mondiale. Ma questa è un'altra storia .4)
È chiaro che il flusso della consapevolezza storica di Salvemini nei confronti del problema della democrazia italiana, si era mantenuto costante, senza bisogno di ulteriori punti di riferimento oltre quelli intrinseci alla documentazione, dei quali, egli presume, tutti sono ormai a conoscenza. Quando, tuttavia, il flusso di quella storica consapevolezza incontra il più diretto ostacolo giolittiano, vale a dire, il problema di Giolitti, e come tale, distinto dal problema della sua era, Salvemini cambia direzione, protesta, o magari si esaspera e si dedica allo smantellamento di
i) VItalia prefascista, in II Ponte, pp. "174,175-176,177, 286-289, 295-296.
2) Ibid., p. 297.
3) Introduction, p. XIV; Introduzione, pp. XVI-XVII. *) /,'Italia prefascista, in II Ponte, p. 297.