Rassegna storica del Risorgimento

SALVEMINI GAETANO ; GIOLITTI GIOVANNI
anno <1959>   pagina <188>
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A. William Salomone
quegli ostacoli con maggiore violenza. È perciò su questo speciale pro­blema storico più vasto che il vero cambiamento nel punto di vista di Salvemini appare con maggiore evidenza. Abbiamo qui un caso di genuina ed impressionante reversione .
H ritorno di Salvemini nel 1952 a qualche cosa di ancor più estremo della sua posizione pre1914 nel suo giudizio su Giolitti sembra davvero distruggere la sua definizione del 1945. Giolitti adesso ritorna non più come un semplice corruttore , nemmeno come il vecchio ministro della mala vita, ma come il precursore del vero distruttore di quella pro­mettente, seppure imperfetta democrazia dell'era giolittiana e pre-fa­scista. Nell'Introduzione Salvemini aveva scritto pacatamente:
Guardando all'indietro a quell'opera di riformatore, dopo trenta anni, sento di non aver nulla da ritrattare. Ma debbo riconoscere che la conoscenza degli uomini che vennero dopo Giolitti in Italia e la esperienza dei paesi in cui sono vissuto in questi ultimi vent'anni, mi hanno persuaso che Giolitti non fu migliore, ma non fu neanche peggiore di molti poli­ticanti non italiani, e fu certo migliore dei politicanti italiani che gli suc­cedettero, o piuttosto, che questi furono assai peggiori. Mentre noi rifor­matori assalivamo Giolitti dalla sinistra accusandolo di essere ed era un corruttore della democrazia in cammino, altri lo assalivano dalla destra, perchè era anche troppo democratico per i loro gusti. Le nostre critiche non favorirono una evoluzione della vita italiana verso forme meno imper­fette di democrazia, ma favorirono la vittoria dei gruppi militaristi, nazio­nalisti e reazionari che trovavano la democrazia di Giolitti anche troppo perfetta... Se mi trovassi nuovamente in Italia fra il 1900 e il 1914 con quel tanto di esperienza che ho potuto mettere insieme nei trent'anni succèssivi, non tacerei nessuna delle mie critiche al sistema giolittiano , ma guarderei con maggior sospetto a coloro che si compiacevano di quelle critiche, non perchè essi volessero condurre l'Italia dove noi avremmo voluto che arrivasse, ma precisamente nella direzione opposta .])
Così lo storico nel 1945 parlava di Giolitti e delle censure anti-giolittiane del crociato Salvemini durante il periodo precedente il 1914. Tn questo giudizio Giolitti appare allo stesso tempo come corruttore , quando visto dalla Sinistra democratica, e come artefice, quando visto dalla Destra conservatrice, della democrazia italiana in formazione . Ma evidentemente Salvemini intuisce che la Destra ha vedute più giuste della Sinistra sulla funzione e sulle mete di Giolitti,
Nell'articolo del 1952, invece, il giudizio si sposta su un piano diverso e raffiora una drammatica scissione tra Giolitti e una specie di democra­zia anti-giolittiana che si forma da sé . Adesso, nella revisione di Sal-
*) Introdttction, p. XV; Introduzione, pp. XXVIII-XXIX.