Rassegna storica del Risorgimento

SALVEMINI GAETANO ; GIOLITTI GIOVANNI
anno <1959>   pagina <189>
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Ritorno all'Italia giolUtiana 189
vernini, 1 opera di Giolitti viene di nuovo completamente sommersa entro la tenace resistenza delT oligarchia parlamentare italiana, che agiva soltanto sotto lo stimolo di forze esterne e sotto la costrizione della convenienza politica.
Se concedere è smettere nna resistenza, che è diventata assai pericolosa, possiamo ben dire che Giolitti concesse la libertà di organiz-zione e di sciopero agli operai... Giolitti ebbe il buon senso di capire che occorreva cambiare strada, e non continuare nelle nuove condizioni sociali e psicologiche del popolo italiano: la politica del mulo bendato. Sarebbe stolto negare quel buon senso. Ma deve rimanere ben chiaro che quando Giolitti sopravvenne a largire quella concessione , gli operai italiani quella concessione se l'erano già presa da sé, grazie ai loro sacrifici e di loro volontà . l)
Ma ora, perfino al di là di quella scissione, messa in risalto da Sal­vemini, tra lo statista Giolitti e le forze democratiche del suo tempo, un più drastico giudizio storico e morale rimpiazza quello su di un Giolitti visto come corruttore . Giolitti appare ora quale precursore di Mus­solini è il suo sistema diventa la premessa di quello fascista. La differenza fra Mussolini e Giolitti era in quantità e non in qualità. Giolitti fu per Mussolini quel che Giovanni il battezzatore fii per Cristo: gli preparò la strada . -) Qui è davvero avvenuto qualcosa più di una completa rever­sione . Il calmo giudizio storico su Giolitti come corruttore si è tra­sformato in una valutazionegiudizio storico su Giolitti come precur­sore . I due giudizi sorgono da differenti, quasi discordanti fonti. Appar­tengono a contrastanti sfere di pensiero e di sentimento. Salvemini sembra più che mai in lotta con se stesso e intellettualmente e psicologicamente sospeso tra la politica e la storia.
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Perchè era avvenuto questo nuovo drammatico spostamento di accento e di giudizio tra il 1945 e il 1952? Come può questo conciliarsi con i ricordi personali dell'autore di un atteggiamento salveminiano meno severo e quasi incline a simpatizzare con Giolitti? La risposta A questa domanda non è semplice e va ricercata nei molti aspetti della sua perso-
*) VItalia prefascista, in II Ponte, p. 175.
2) Jbidem, p. 285. Como Nino Valori ha in parte fatto notare, nella sua Introduzione a GIOITITI, Discorsi Parlamentari, p. 52, Salvemini nella sua caratterizzazione di Giolitti mantenne l'idea, ma cambiò aia il contesto, sia la terminologia delle prime intuizioni di DON LUIGI SXURZO, Itafy and Fascismo, traduzione di B. B. Barclay, Londra, 1926, mentre .ritroviamo le stesse parole in ANGELO TASCA, Nascita e avvento del fascismo, Firenze, 1950, p. 188, dove Giolitti è definito il Giovanni Battista del fascismo .