Rassegna storica del Risorgimento
SALVEMINI GAETANO ; GIOLITTI GIOVANNI
anno
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1959
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pagina
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191
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Ritorno all'Italia gioìittiana 191
tappa negli studi storici. *) Questo egli aveva cercato di fare, più brevemente ma altrettanto serenamente nella revisione dell'Italia liberale abbozzata nelTIntroduzione. Che, d'altro lato, qualcuno lo induca a vedere nella propria personalità politica un riflesso giolittiano ed altrettanto matematicamente Salvemini insorgerà per respingere quel riflesso come spurio e reputarlo con violenza. Ciò avvenne ripetutamente dopo il 1940 e culminò nel suo articolo del 1952.
La grande polemica gioìittiana nella quale Salvemini si trovò coinvolto ni quegli ultimi anni fece di nuovo prorompere in lui le vecchie passioni politiche. Questa volta, però, esse non avevano un obbiettivo pratico immediato, ma costituivano piuttosto quella che egli considerava la necessità di riaffermare la verità su una questione che altrimenti sarebbe stata accademica: l'Italia prefascista era stata una democrazia? Ma questa domanda non era soltanto accademica nel senso abituale della parola, era anche inutile ora giacché, fondamentalmente, Salvemini era d'accordo con tutti i suoi, veri o presunti, maggiori obbiettori eccetto che con uno, Ferruccio Pam. 8) Ma forse (come poi si vide) quella non era la vera questione benché fosse innegabilmente della stessa natura. Per Salvemini, come sempre, il vero problema era Giolitti. Ancora una volta, come tanto sovente prima e dopo il 1914, Giolitti venne a offuscare la sua visione di una democrazia italiana in formazione e travolse il suo giudizio storico su di essa. Ciò si dovette quasi unicamente al diluvio di letteratura esegetica gioìittiana. ?) che, volente o nolente, e per motivi contrastanti, adeguava Giolitti alla sua Italia e faceva della democrazia italiana, per quanto a giudizio di Salvemini fosse stata imperfetta, una espressione della iniziativa democratica gioìittiana.
*) Preminentemente i seguenti: La dignità cavalleresca nel Comune ài Firenze, Firenze, 1896; Magnati e Popolani in Firenze dal 1280 al 1295, Firenze, 1899; La Rivoluzione francese, 1788-1792, Milano, 1905; nuova ed., Bari, 1954; Mazzini, 1905, 4* ed. Firenze, 1925; I partili milanesi nel secolo XIX, Milano, 1899; Carlo Cattaneo, Prefazione alle pia belle pagine di Carlo Cattaneo, Firenze, 1922; Appunti di storia del Risorgimento italiano: 1815-1918, Trento, 1920; L'Italia politica nel secolo XIX, in L'Europa nel secolo XIX, Padova, 1925; La politica estera dell'Italia dal 1871 al 1915,2* ed., Firenze, 1949.
Si progetta ora in Italia la pubblicazione dell'opera omnia di Salvemini.
2.) Per lo afondo ed il contenuto dell'idea di Parri sull'Italia pre-fasciata, v. BRUNO WIDMAR, Ferruccio Porri, in Belfagor, fase. XIII (1958), pp. 177178. La negazione di Parri di ogni realta ad una democrazia italiana prefascista era apparsa sintomaticamente nel corso di un dibattito con Benedetto Croce nel settembre 1945. In una delle poche addenda alla Introduzione, p. XXVII, e neW Italia prefascista, nel Ponte, pp. 295-296, Salvemini attribuì la negazione del Parri di uno sviluppo democratico italiano pre-fascista al fatto che il leader della resistenza era un credente nell'ideale della perfetta democrazia . Si veda l'omaggio di Parri al suo fedele amico, Preghiera per Sai' vernini, in H Ponte, fase. XIII (1957), pp. 1159-1161.
*) I più significativi contributi alla nuova letteratura gioìittiana Bono passati in rassegna nei saggi di VALERI, SALVATORELLI, CANDELORO e PAPA.