Rassegna storica del Risorgimento
SALVEMINI GAETANO ; GIOLITTI GIOVANNI
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1959
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193
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Ritorno ali9Italia giolittiana 193
cratica di Salvemini che da quello della Destra liberale di Albertini, ma per ragioni diametralmente opposte, Giolitti sembrava essere stato creato per il ruolo di precursore di Mussolini. L'ironia perseguitava il revisionato antigiolittismo di Salvemini ed una vera nemesi si profilava da altre parti.
Le memorie di Albertini, pubblicate dopo la sua morte, costituivano la sola voce salveminiana concorde-discorde nel potente coro giolit-tiano che andava levandosi, come per generazione spontanea, sulla scena storiografica e letteraria italiana durante quel quasi incredibile biennium mirabile neo giolittiano del 1949-50. Questi due anni videro stampati in Italia uno dopo l'altro, L'età glolittiana dello scrivente con VIntroduzione filogiolittiana di Salvemini, Giolitti e gli Italiani di Natale e Giolitti e Salandra di Galizzi, ambedue con prefazioni del Croce; le Memorie di Soleri, Il Ministro della buona vita di Ansaldo ed il Discorso su Giolitti di Togliatti.1) L'imponente figura di Giovanni Giolitti passeggiava di nuovo per l'Italia. A causa della traduzione del libro con YIntro? dazione di Salvemini che si ebbe in questo periodo, sembrava che Giolitti gettasse una nuova e strana ombra antisalveminiana sul paese, quasi sotto gli auspici, almeno in parte, dello stesso Salvemini.
Sarebbe stato strano che Salvemini non avesse reagito a questo inatteso cambiamento di fortuna storica di Giolitti. La fondamentale ispirazione anti-salveminiana della maggior parte di queste nuove opere italiane, esplicita in Natale, Soleri e Galizzi, 2) diretta in Togliatti, s) chiaramente sardonica fin dal titolo stesso, in Ansaldo era evidente. Ma, fatto strano, c'era anche di più. Con la maggior parte di queste opere, con la fin troppo evidente ma non completa esclusione del Discorso di Togliatti, un'altra ombra, quella di un sincero giolittiano per eccellenza, ancora vivente durante quegli anni, rafforzava inavvertitamente la nemesi giolittiana di Salvemini: Benedetto Croce.
-vivere col beneplacito e la tolleranza dei socialisti e con continuo adattamento alla loto volontà .
Su Giolitti ed i .socialisti durante la prima fase del nuovo periodo liberale, .GIOLECH, Memorie, voi. I, pp. 173-182, e le interpretazioni in Italian Democracy in the Making, pp. 46-48; 51; 58-5.9; 72-74, 111, 112-113; SALVAXOREIXI, Giolitti, in .Rivista Storica Italiana, cit., pp. 519-523; 527-529; DE ROSA, La erisi dello stato liberale, pp. 126152; VALERI, Da Gioliui a Mussolini, pp. 15-16.
*) Supra, note passim.
*) Gaetano Natale era il solo vivente dei membri di questo gruppo giolittiano, essendo morti Vincenzo Galizzi nel 1930 e Marcello Soler! nel 1945; le pubblicazioni postume, se più generiche, non furono tuttavia meno efficaci del volume del Natale nei riguardi della rinascita giolittiana. V. NATALE, op. (iUtt pp. 507-548, BUI conflitto di Giolitti con gli utopisti ; SOLERI, op. cit pp. 31-33, per la critica diretta di coloro che qualificarono Giolitti come < corruttore e dittatore , GALIZZI, op. cit,, pp. 12-32, per una buona diféso di Giolitti come vero uomo di stato liberale nei confronti dei liberali della destra dei quali Salandra era stato uno dei principali esponenti.
*) TOGLIATTI, Discorso su Giolitti, pp. 11; 14; 16; 29.