Rassegna storica del Risorgimento
SALVEMINI GAETANO ; GIOLITTI GIOVANNI
anno
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1959
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pagina
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196
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A. William Salomone
ciascuno di essi durante i loro idt imi mesi di vita nell'aprile del 1952 con Croce e nel luglio del 1957 con Salvemini Fautore parlò spesso con loro, e a lungo, di Giolitti.*) Per quanto quasi incredibile, ciascuno di essi si dilungava, con evidente piacere, su Giolitti con accenti quasi simili di ammirazione, mescolati, in Croce ad un certo orgoglio, e in Sai vernini ad un eerto rispetto. Ambedue accentuavano il lato positivo di Giolitti Croce persistendo nel sottovalutarlo, Salvemini con sottile enfasi giocosa. Qui, di nuovo, nel tono di ciascuno di essi compariva una sfumatura di consapevole nostalgia per un'epoca ed un uomo, Giolitti, in cui Croce aveva avuto più tardi un amico fedele e Salvemini un nemico non indegno. Notevole invero era l'inconscia tendenza ad un accordo finale su terreno giolittiano di questi due rappresentanti antitetici di una generazione di giganti intellettuali italiani cbe andava scomparendo.2)
Evidentemente non furono né Croce né la nuova documentazione crociana su Giolitti che indussero Salvemini a far sua la controffensiva polemica dell'articolo del 1952. Per quanto si possa pensare ad una reazione psicologica da parte sua, rispetto all'esagerato atteggiamento da penitente nel quale egli era stato fatto apparire da coloro i quali si erano precipitati sulla sua concezione giolittiana neW Introduzione, essa si dimostrò secondaria rispetto ad un fattore più decisivo. A spronare Salvemini a scendere di nuovo in campo furono gli attacchi peggio che impliciti, sferrati da taluni ambienti contro le sue vedute giolittiane vecchie e nuove, i commenti ironici e salottieri di certi politici sofisticati, lo pseudostorico e pseudomoralistico trarre lezioni dalla presunta insufficienza ed astrattezza della sua crociata antigiolittiana, a) ora evidentemente interpretata come chiasso e furore senza significato . La battaglia era ora condotta su due fronti, contro l'estrema Destra e l'estrema Sinistra neogiolittiane, di cui Giovanni Ansaldo e Palmiro Togliatti erano i portavoce principali. *)
Nel suo articolo del 1952, Salvemini ripudiava ambedue queste estreme. È comprensibile, tuttavia, che Salvemini attaccasse con minor accanimento Ansaldo che Togliatti. L'ironico mutamento del noto epiteto II Ministro della mala vita (affibbiato per la prima volta da Salvemini a Giolitti, nella sua denunzia del 1910 dei tutt'altro che esemplari metodi
') Le conversazioni venivano rispettivamente tenuto in casa del Croce in via Trinità Maggiore, Napoli, alla villa la Kufola al Capo di Sorrento.
*) Sulla tendenza ad una simile riconciliazione anche nel campo storico, v. le interessanti osservazioni di W. MATURI, Gli studi di storia moderna e contemporanea, in Cinquantanni, cit., voi. I, pp. 280-281; o la più vasta e diretta discussione del problema di XJco AZZONI, L'Italia dopo VUnità, in Itinerari cit., pp. 553-556.
*) V. specialmente ANSALDO, Il Ministro della buona vita, pp. 280, 354, 407, 471; TOGLIATTI, Discorso su Giolitti, pp. 15-16, 29
Wlfllalia prefascista, in // Ponte, cùf pp. 175,176,177, 286-289.