Rassegna storica del Risorgimento

SALVEMINI GAETANO ; GIOLITTI GIOVANNI
anno <1959>   pagina <198>
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A. William Salomone
in apparenza un commento storico e personale ispirato a simpatia di un uomo politico piemontese, Togliatti, per un vecchio statista piemontese liberale, Giolitti. Naturalmente, era più di questo. Mentre, da un lato, metteva più chiaramente a fuoco alcune delle annotazioni su Giolitti, contenute nel diario di prigione di Gramsci, dall'altro, dava il segnale di un riconoscimento quasi ufficiale da parte del marxismo italiano di quel problema giolittiano, che era stato fino ad allora palese monopolio del campo borghese .J) In un certo senso esso rivelava anche, tra altre cose,
7391, 93128) che trattano rispettivamente di Gramsci leader della classe lavoratrice italiana (1937), Gramsci, Sardegna ed Italia (1947) eoe Pensatore ed uomo di azione (1909); Palmiro Togliatti, ed. Trentanni di vita e lotte del partito comunista italiano. Qua­derni di Rinascita, n. 2 (Roma, 1951), una antologia, designata come storia ufficiale del Partito Comunista Italiano, afferma la continuità di comando da Gramsci a Togliatti; L. LOMBARDO RADICE e G. CARBONE, Vita di Antonio Gramsci (Roma, 1951), special­mente pp. 105-106,177,178; MARCELLA e MAURIZIO FERRARA, Conversando con Togliatti, Roma, 1954, una specie di biografia ufficiale.
Per una trattazione ed accentuazione del tatto diverse v. FULVIO BELLINI e GIORGIO GALLI, Storia del Partito Comunista Italiano, Milano, 1953, pp. 131-202; 203-272, che costi­tuiscono rispettivamente i due principali capitoti su Gramsci e Togliatti, e pp. 50 e seg. 96-104; 398-401; ANGELO TASCA, Nascita e avvento del fascismo, prefazione all'edizione ita­liana pp. XXXI-XXXII, XVXVI; IGNAZIO SILONE, Uscita di sicurezza, Firenze, s. d., pp. 43-71.
1) Gramsci, che era stato condannato dal tribunale speciale per la difesa dello Stato di Mussolini, fu imprigionato nel 1926 e rilasciato, praticamente in punto di morte, nel 1937. In carcere Gramsci aveva scritto, malgrado la severa sorveglianza, molti quaderni di appunti contenenti, in alcune loro parti, materiale per una critica della storia e della cultura italiana da un punto di vista marxista; Quaderni dal carcere. La pubblicazione postuma dei Quaderni in varie rubriche, collettivamente note come Opere di Antonio Gramsci, 7 voli., Torino, 1947-51, costituì uno dei maggiori eventi culturali e, natu­ralmente, potenzialmente ideologici e politici del dopoguerra. La periodica pubblicazione dei vohuni del Gramsci coincise, crucialmente, sotto molti aspetti, con l'apice del nuovo dibattito giolittiano e lo influenzò nella maggior parte dei settori della intelligentzia italiana.
Per la vasta e crescente bibliografia su Gramsci e l'impronta del suo pensiero, v. GUIDO MORPURGO-TAGLIABUE, Gramsci tra Croce e Marx, in II Ponte, fase IV (1948), pp. 429-438; More abut Gramsci, in The Times Lilerary Supplement, Decomber 5,1952, p. 796; ALDO GAROSCI, Totalitarismo e storicismo nel pensiero di Gramsci, nel suo Pensiero politico e storiografia moderna, di., pp. 193-257; MARIO SANSONE, La cultura, in Dieci anni dopo, cU.t pp. 533-536.
I Quaderni, insieme agli articoli politici: di Gramsci del 1919-22, più tardi ripubblicati nel volume L'Ordine Nuovo 1919-1922, Torino, 1955, contenevano una quantità di riferi­menti diretti o indiretti all'èra liberale ed a Giolitti, che Gramsci, nella Questione meridionale, p. 22, aveva caratterizzato come la personificazione del dominio borghese in Italia. L'analisi di Gramsci del dilemma di Giolitti nel 191113, in H Risorgimento (1949) pp. 91-99, coma anche in altri suoi scritti, avrebbe bisogno di un coordinamento ufficioso nella luce della vasta impronta delle idee del Gramsci e della moda gioUttiana del 1949-52.
II Discorso di Togliatti tenuto a Torino nel 1949 ebbe la funzione di uno schema autorevole ed organico per una interpretazione marxista di Giolitti e della sua era.