Rassegna storica del Risorgimento

SALVEMINI GAETANO ; GIOLITTI GIOVANNI
anno <1959>   pagina <199>
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Ritorno all'Italia giolittiana 199
che l'interpretazione del problema era ora diventata una questione di un certo rilievo nella lotta ideologica italiana e forse perfino europea. l>
Rendendo apparentemente omaggio a uno statista che Togliatti, proprio per le origini regionali che avevano in comune, poteva pretendere di apprezzare e capire nelle sfumature del suo carattere personale e locale s) e dopo aver negato che i marxisti, comunisti a causa della loro pretesa visione manichea della storia e del mondo 3) fossero incapaci di obbiet­tività storica, il leader comunista procedeva ad analizzare Giolitti come forza progressista , positiva liberale-democratica italiana ed europea nel periodo di transizione dalla vecchia Italia conservatrice alla e nuova Italia imperialista ,4) Togliatti sembrava aver salvato abilmente e con un certo successo Giolitti dall'alto personaggio idilliaco del Croce di un'epoca quasi-utopistica e dal salveminiano corruttore di una demo­crazia autonoma italiana in formazione. Nella tesi di Togliatti, Giolitti diventava la guida saggia di un moto storicamente condizionato, l'ele­mento più avanzato eppure necessariamente limitato della classe politica italiana. Giolitti appariva quasi come l'audace cavaliere del recalcitrante destriero della democrazia italiana, un destriero, comunque, che, secondo Togliatti, non raggiungeva mai la sua vera destinazione, se non altro, perchè essa al di là delle sue possibilità e al di là della missione storica del cavaliere. Nel 1914, con Giolitti concludeva Togliatti la democrazia italiana non era più in formazione perchè, per così dire, nel limite delle sue possibilità, essa era già fatta: ...Ma quella democrazia, ora sappiamo, non poteva progredire, e quando non si può progredire, si va indietro e si è travolti .5)
Questo era davvero un capovolgimento della visione dell'Italia giolittiana di Salvemini. Certamente egli fu esasperato da questa che considerava una forma di scolasticismo ideologico facente violenza alla propria ricerca di verità storica, più che da qualsiasi difesa neo-crociana o da qualsiasi omelia agiografica. A quella che considerava violenza pole-
*) Nei periodici marxisti italiani, Salvemini e l'autore di tpicsto artìcolo che avevano scritto sn Giolitti prima del 1945, erano tatti e due caratterizzati come esponenti del movimento cosiddetto della e Terza forza ; ved. CANDELORO, Giolitti e l'età giolittiana, in, Società, cit., p. 140, ed i riferimenti a tali caratterizzazioni in VALERI, G. Giolitti e la storiografìa del secondo dopoguerra, in Questioni di storia, cit., p. 1022. E, fatto più interes­sante, un attento esame dell'estremamente denso ed in alcune parti molto sottile Discorso su Gioititi di Togliatti, rivela che è in realtà difficile tradurre in termini di dialettica marxi* Bta-comunista uno specifico problema storico ed una grande personalità politica. Per la diretta o tendenziosa utilizzazione della dottrina ufficiale nella narrazione da parte di Togliatti v. Discorso, pp. 27-28, 37-44, 57-59, 2-64, 66-67, 75, 78-79, 85-94, 95-96.
2) TOGLIATTI, Discorso su Giolitti, pp. 95, 108, contiene diretti riferimenti all'affetto piemontese per Giolitti.
) Ibid., p. 41.
*) Ibid., p. 64.
) Jbid,, p. 9S.