Rassegna storica del Risorgimento

SALVEMINI GAETANO ; GIOLITTI GIOVANNI
anno <1959>   pagina <200>
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A. William Salomone
mica, Salvemini reagì ora con eguale, se non maggiore, violenza polemica Con una sorta di furore, egli lanciò il suo attacco non solo contro l' imme­diata opposizione da Destra e da Sinistra, ma anche contro quella più remota, compresa la sua recente revisione di Giolitti contenuta ncil'Intro­duzione. Adesso, finalmente, Salvemini li includeva di nuovo tutti nella sua critica e condanna: 1' idillio crociano ed i suoi più recenti illustra­tori; il ritratto ancestrale a tinte rosee di Ansaldo, cavato dall'album di famiglia italiano; il realismo e le contraddizioni strutturali del piemontese-marxista Togliatti; e, inevitabilmente, il suo stesso nuovo Giolitti.
Improvvisamente, inaspettatamente, nella nuova atmosfera pole­mica, Salvemini riapriva l'intera questione. In tutto questo strano miscuglio di dolcezza e di luce e di ferree leggi dialettiche, egli protestava, da dove, allora, era venuto il fascismo in Italia? Fu così, quasi per dispe­razione, che egli dovette far ricorso a una specie di deus ex machina: Giolitti aveva lastricato la strada per Mussolini. Che i due, personal­mente e storicamente, appartenessero a specie diverse di umanità italiana ed europea, che essi avessero cercato con mezzi differenti fini diametral­mente opposti, Salvemini non si fermò che brevemente a considerare. A mali estremi, estremi rimedi. Il terzo Giolitti di Salvemini dopo il ministro della mala vita e il corruttore della democrazia italiana in cammino uccideva adesso le vecchie e nuove mitologie giolit-tiane con un sol colpo micidiale. Il suo furor polemicus rompeva ora gli argini del proprio flusso di consapevolezza puramente storico. Forse contro il suo intimo desiderio, certo contro la sua recente aspet­tativa, Salvemini era ancora una volta costretto ad abbandonare la serena compagnia di Clio e a cercare rifugio nel regno delle sue vec­chie Furie politiche e polemiche.-') Un ciclo salveminiano aveva decisa­mente fine.
*) VItalia prefascista, in II Ponte, pp. 178-181, 286-294, passim. Per una più com­pleta e sicura ricostruzione di Salvemini della natura del fascismo e del suo leader, v. il suo volume, The Fascisi Dictatorship in Italy, New York, 1927, specialmente i capitoli I-II, pp. 3120. Per una rassegna della più recente letteratura sn Mussolini ed il fascismo, v. NOETHEH, Italy reviews its fascisi Post: a Bibliographical Essay, in American Historical Heview, cit.
Visioni di particolare interesse e testimonianze documentarie sul carattere della crisi liberale e socialista di cui beneficiò Mussolini si possono trovare in VALERI, Da Giolitti a Mussolini, eh., capitoli IIIV e la documentazione archivistica pubbli in appendice; PIETRO NENNI, Storia di quattro anni, 2'1 ed., Roma, 1946, particolarmente, valida per la disintegrazione socialista dopo il 1919; TOMMASO FIORE, Un popolo di formiche, Bari, 1951, sei acute lettere politiche scotte dal gennaio 1925 all'agosto 1926, sulla con­quista fascista della regione agraria meridionale, le Puglie; e la corrispondenza rivelatrice tra Filippo Turati ed Anna KuliscioiF ucl Carteggio. V. Dopoguerra e fascismo, 1919-1922, a cura di ALESSANDRO SCHIAVI, Torino, 1953.
3) Cfr. L'Italia prefascista, in 11 Ponte, cit., sopra.