Rassegna storica del Risorgimento
SALVEMINI GAETANO ; GIOLITTI GIOVANNI
anno
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1959
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pagina
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201
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Ritorno all'Italia giolittiana 201
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Se pur con minore evidenza, sotto la superficie del nuovo atteggiamento passionale di Salvemini tornava a risorgere una concezione schematica della vita pubblica nella peggiore delle ipotesi vista come uno stato di guerra perpetuo tra governati e governanti uno stato di guerra punteggiato soltanto da tregue temporanee e accordi contingenti, del tipo che egli aveva osservato e indicato in rapporto alla politica giolittiana nel 1901 e 191112. Ma c'era pure, nella migliore delle ipotesi, la resurrezione della sua concezióne fondamentalmente dualistica della politica. Qualunque altra differenza esistesse fra i crociani, Ansaldo e Togliatti, nelle loro interpretazioni di Giolitti e dell'Italia liberale, essi sembravano avere in comune, soltanto con lievi variazioni, quella che Salvemini considerava una concezione monistica del processo storico.
Salvemini, che in complesso rifuggiva dal filosofare formale sulla storia,J) nel suo ultimo saggio giolittiano implicitamente riaffermava la sua fede quasi ipostatica nella necessità di salvaguardare l'idea dell'essenziale dualità costituita dall'imprescrittibile libertà dell'individuo da una parte e la tendenza alla sopraffazione dello Stato, comunque rappresentato, dall'altra. Questa fede a sua volta richiedeva vigilanza per impedire quella pericolosa identificazione delle società nazionali con le loro multiformi espressioni, alla quale sono soggetti e spesso si valgono non soltanto i politici machiavellici, ma anche gli storici. Ai tempi nostri, egli sentiva, questo aveva condotto in teoria e di fatto, particolarmente in Europa, alla sterile equazione tra le Nazioni, da una parte, e i cupi Leviathan che hanno sovente cercato di divorare, dall'altra. In questi timori, in questa fede, si trovava forse la vera base del persistente nonconformismo di Salvemini, le sorgenti dell'essenziale antinomia che caratterizzava la sua concezione della politica.
Gli stadi decisivi della sua precipua attività politica e storiografica sembravano essere stati segnati da quelle paure e quella fede. Esse avevano profondamente influenzato i suoi atteggiamenti di sfida nei confronti del Partito Socialista Italiano prima del 1914,2) verso Giolitti, prima e dopo il 1914, verso l'intervento italiano nel 1915, verso la rinunzia e il Wil-sonianismo nel 1918-19, verso il fascismo e verso il comunismo.
') Nel sao HùlorUm and Scientist, >:it., Salvemini ha forse inconsciamente scritto di filosofia della storia Facendo consciamente ricerche di metodologia storica . La completa serie di saggi nel libro merita una sistematica analisi nella luce della produzione storiografica del Salvemini.
2J Jtalian Democracy in the Making, pp. 57-58. Per mia completa documentazione sul periodo socialista del Salvemini e per il suo atteggiamento verso il partito socialista italiano, sia prima sia dopo il suo disincantamento, v. gli articoli ed i discorsi raccolti nel suo Tendente vecchie e necessità nuove del movimento operaio italiano. Saggi critici.