Rassegna storica del Risorgimento
SALVEMINI GAETANO ; GIOLITTI GIOVANNI
anno
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1959
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pagina
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207
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Ritorno all'Italia giolitiiana 207
gogò moralista? 0 Tutto ciò che è implicito in tali definizioni non può sostituire una analisi ponderata dell'uomo e una sua spassionata comprensione. Qualsiasi elemento di verità su Salvemini possano contenere tali definizioni, sia considerate isolatamente Puna dall'altra sia tutte insieme, sono ben lungi dall'csaurirlo. Certamente nessuna di esse né tutte insieme potevano essere sufficienti a conferirgli la statura ed il significato che egli ebbe indubbiamente nella cultura e nella politica contemporanea italiana. Egli era uno dei più famosi storici d'Italia. Nonostante qualsiasi possibile limitazione anche in questa sua vera professione , quella posizione di eminenza gli era stata riconosciuta nei più autorevoli ed imparziali ambienti. 2) Storico: quella era stata la sua vera professione. Ma non doveva essere quella l'unica sua attività. Egli non ammise mai molto prima che nomi speciali fossero inventati per il dilemma del moderno intellettuale che impegno o isolamento rappresentassero delle vere scelte. Unirsi ai suoi compatrioti, specialmente ai contadini più poveri del suo Mezzogiorno nella loro lotta per un'esistenza dignitosa era per lui anche una missione, una crociata spontanea. Diversamente dal grosso della così detta e borghesia umanistica degli ambienti rurali dell'Italia meridionale, 3) la sua prima emigrazione fu nel Nord, ma il suo spirito non abbandonerà mai le numerose Molfette del Sud.
') Non si incontrerebbero grandi difficoltà per l'isolamento e la documentazione di qnesti appellativi dal momento che Salvemini ha lasciato un'abbondante quantità di diversi brani che potrebbero tendere a giustificarli.
Vedi, per esempio, alcuni degli articoli e dei discorsi raccolti nel suo Programma Scolastico dei Clericali, Firenze, 1951, e Clericali e laici, Firenze, 1957. D'altra parte, è degno di nota il fatto che la morte di Salvemini, il 6 settembre 1957, suscitò in Italia una reazione collettiva come ad avvenimento di significato nazionale; nessuna di queste definizioni fu usata nella notizia e nei conunenti dati dalla Radio Italiana, mentre alcune loro variazioni apparvero, con spirito estremista e partigiano, solo in articoli giornalistici; vedi l'articolo riassuntivo del più negativo di questi commenti come fu riportato in La morte di un laico, in M Mondo, 17 sett. 1957, p. 2. I seguenti giornali, consultati in Italia il 7, 8, 9 settembre 1957, offrono nei loro commenti su Salvemini, un interessante panorama delle opinioni politiche ed ideologiche: H Messaggero (Democristiano, Roma) Il Tempo (liberal-nazionalc, Roma), Il Corriere della sera (liberal-Conservatore, Milano), La Stampa (liberal-democratico, Torino), Avanti (Socialista, Roma), L'Unità (Comunista, Roma).
2) Tra gli altri. BENEDETTO CROCE, Storia della storiografia italiana nel secolo decimonono, 3* ed. rór., 2 voli., Bari, 1947, voi. II, p.p 143-147, passim. ERNESTO SESTAN, Salvemini storico e maestro, in Rivista Storica Italiana, Anno LXX (1958), pp. 113.
V. anche i saggi commemorativi di due insigni rappresentanti della giovane generazione di storici italiani; FRANCO VENTURI, Salvemini storico, in II Ponte, XIII (1957), pp. 1794-1801; ROSARIO ROMEO, Salvemini storico, fa II Mondo, 24 sett. 1957.
3) Sulla borghesia umanistica v. Salvemini, La piccola borghesia intellettuale nel Mezzogiorno d'Italia, pubblicato prima su La Voce di Frezzolini, 16 maggio 1911, ora ripubblicato in SALVEMINI Scritti sulla questiono meridionale, cit., .pp. 412-426, e in Anto logia della questione meridionale, cit*, pp. 353-374. Si veda anche, elaborazione del concetto di Salvemini sulla borghesia intellettuale dell'Italia meridionale, di DORSO, Dittatura, classe politica e classe dirigente, pp. 150-153, e di GRAMSCI, La questione meridionale, pp. 30-34,