Rassegna storica del Risorgimento

SALVEMINI GAETANO ; GIOLITTI GIOVANNI
anno <1959>   pagina <210>
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A. William Salomone
svolta1) nella sua rotta politica che portò al disastro la ripresa postbellica della democrazia italiana, per tacere del suo rinnovamento. Questo sembrò tanto più ironico in quanto Giolitti stesso ora si levava drammaticamente, anzi demagogicamente per la prima volta nella sua lunga carriera, a richia­mare l'attenzione sulla necessità di un rinnovamento organico struttu­rale e politico della vita italiana; Per un breve illusorio momento nella storia italiana del dopo-guerra Salvemini apparve quasi come un pacifico conservatore in confronto all'impeto con cui lo statista piemontese gridava che era giunta l'ora per un grande cambiamento in Italia, e lo faceva con nn linguaggio talmente semi-rivoluzionario da guadagnarsi, insieme ai complimenti dei Notabili della Destra, il nuovo epiteto di Bolscevico dell'Annunziata .2)
Giolitti era uscito dal suo ritiro quasi forzato negli ultimi mesi del 1919. Con il sno discorso giustamente famoso di Dronero del 22 ottobre di quell'anno egli aveva rotto il suo corrucciato silenzio nazionale durato quattro anni e il suo distacco dalla direzione della guerra. 3) In stile quasi salveminiano, egli mescolava logica e rettitudine per sferzare tutti coloro che avevano portato la disgrazia della guerra all'Italia per sentimen­talismo quando l'onore nazionale e i grandi interessi non erano in giuoco. *) Giolitti aveva poi formulato e illustrato un programma organico di riforme che conteneva sufficienti elementi conservatori da mitigare i timori della Destra liberale e sufficiente fraseologia rivoluzionaria da guadagnargli l'adesione della Sinistra liberale. La guerra, diceva Giolitti,
la terribile guerra oltre alle gravi condizioni create anche ai vinci­tori, ha trasformato l'Europa sia dal punto di vista, geografico creando,
*) Cfir. il vivace scambio tra Giolitti ed i socialisti, in Discorsi Parlamentari, V (seduta del 17 nov. 1920), pp. 1797-1800. Sol carattere e le cause di questo nuovo cambiamento nella politica di Giolitti e nelle fortune dell'Italia del dopoguerra, vedi l'intelligente e sensibile visione di FEDERICO CHAROD, L'Italie contemporaine. Conferences données à Vlnstitut d'Etudes Politiques de l'Università de Paris, Parigi, 1950, pp. 39-40.
2) VALERI, Da Giolitti a Mussolini, p. 30. Sul ministero di Giolitti nel dopo guerra, v, le sue Memorie* voi. II, pp. 553-587, pp. 589-615; TASCA, Nascita e avvento, pp. 87101, 109-124; LUIGI SALVATORELLI e GIOVANNI MULA, Storia del Fascismo. L'Italia del 1919 al 1945, Roma, 1952, pp. 80-81, 103-108.
3) Il discorso di Dronero di Giolitti è ripubblicato integralmente sia nei Discorsi Parlamentari, 1X1, pp. 17261745, sia nei Discorsi extraparlamentari, pp. 294-327, ed è ampiamente commentato nelle sue Memorie, voi. Il, pp. 555-563. Tra il suo ultimo discorso in Parlamento, come primo ministro, il 4 marzo 1914, ed il discorso di Dronero il 12 ot­tobre 1915, Giolitti parlò molto brevemente e solo in quattro occasioni alla Camera dei Deputati: 5 dicembre 1914 in difesa della mentalità italiana; 14 novembre 1917, in favore di una union sacrée dopo Caporetto; 20 dicembre 1917, negando l'appoggio ad una pace separata per l'Italia; 23 novembre 1918, per domandare l'istituzione di uno speciale Comitato parlamentare che riferisse sull'accusa di tradimento mossa contro di lui da uno dei membri; v. Discorsi Parlamentari, voi III, pp. 1696-1697, 1698, 1699, 1700. Durante lo stesso periodo Giolitti parlò altre volte davanti al Consiglio Provinciale di Cuneo (v. Discorsi extraparlamentari, pp. 276, 285-286, 287-288, 289-291, 292-293).
*) Discorri Parlamentari, voi. IH, p. 1730.