Rassegna storica del Risorgimento

SALVEMINI GAETANO ; GIOLITTI GIOVANNI
anno <1959>   pagina <211>
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Ritorno all'Italia- giolittiana 211
sulle rovine di grandi imperi, molti piccoli Stati in conflitto fra di loro; sia da quello degli ordinamenti politici, riducendo a minoranza i popoli retti a monarchia; ha alterati tutti i valori politici, sociali, economici e finanziari; ha quindi segnato l'inizio di un periodo storico assolatamente nuovo. Guai se ci rendessimo conto di tale trasformazione, se volessimo ripigliare il cammino sul soloo del passato .
Evidentemente la vecchia volpe era uscita dalla sua tana per dare una lezione di realismo ai leoni politici della Destra e agli agnelli ideo­logici della Sinistra, che, insieme, forse l'avevano pensato bandito per sempre dall'arena centrale.
Il discorso di Dronero di Giolitti deve, senza dubbio, annoverarsi come uno dei documenti veramente mefistofelici dell'intera letteratura politica dell'Italia liberale.2) Servi a riportare Giolitti al potereper l'ultima volta, ma non portò all'Italia perplessa né una rivoluzione sociale né ima vera restaura­zione giolittiana. Nonostante il suo ripudio verbale, egli dimostrò di essere un prigioniero del passato, più di quanto non lo fossero la maggior parte dei suoi oppositori. 3) Per Giolitti, in questa tragica occasione, l'esperienza non divenne la tanto vantata saggia maestra sibbene una consigliera piuttosto dubbia. Con gli occhi fissi ai suoi metodi pre1914, che lo avevano portato al suo apparente successo nel trattare l'agitazione sociale e politica, egli non valutava il clima veramente rivoluzionario dell'Italia del dopo guerra,4) ma tornava all'indietro, ai propri metodi che, prima del 1914, gli avevano valso ogni apparenza di successo nel fronteggiare agitazioni politico sociali. Egli non capì il clima autenticamente rivoluzionario dell'Italia post­bellica. Nessuna sbadataggine da parte sua si sarebbe rivelata più nefasta del brutto scherzo di accecamento che gli giuoco la sua memoria del passato, ormai pietrificata, circa l'intera situazione sociale e psicologica dell'Italia durante il suo ultimo e cruciale periodo di governo. Quando Giolitti abbandonò il potere, il fascismo era diventato cosi baldanzoso da picchiare molto più forte di prima alle porte e, quel che era peggio, da avere molta
0 Ihid., voL III, p. 1735.
s) Cfir. Commenti di VAEBI al discorso di Dronero nella sua Introduzione a GIOLITTI, Discorsi extraparlamentari, pp. 49-51.
3) V. DJS ROSA, Gioitili e il Fascismo, p. 77; NENJHZ, Storia di quattro anni, p. 93; SALVATOSELO e MIRA, Storia del Fascismo, p. 104.
4) V. i diretti riferimenti alla sua cosciente applicazione nel 1920 dei metodi del 1904 in Gxocrm, Memorie, voi. II, p. 598; Discorsi Parlamentari, voi. IV (seduta del 26 settembre 1920), pp. 1784-91, per la sua difesa della politica neutralista adottata dal governo durante l'occupazione delle fabbriche da parte degli operai dell'Italia settentrionale. Per una onorevole valutazione della politica economica e sociale di Giob'tti nel 1920-21, ved. LUIGI EINAUDI, II Piemonte e gli effetti della guerra sulla trita economica e sociale, Bari, 1925, pp. 147-160, e io condotta economica e gli effetti sociali detta guerra italiana, Bari e New Haven, 1933, pp. 318, 329-333, 359, 366-370, 380-381, 401-402.