Rassegna storica del Risorgimento
SALVEMINI GAETANO ; GIOLITTI GIOVANNI
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1959
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A. William Salomone
Dopo il settembre 1920, la politica negativa, ufficialmente non-interventista di Giolitti nei confronti della lotta politica e sociale italiana si trovò a correre parallela alla valutazione positiva ufficiale del grave problema posto dall'incendio della passione nazionale che D'Annunzio aveva attizzato per un anno a Fiume. La politica interna neutralista di Giolitti, ispirata come era da una filosofìa liberale anacronistica e mal piazzata, in realtà tendeva a favorire e appoggiare proprio quelle forze che una volta chiaritesi l'inanità della gazzarra massimalista e l'inefficienza della agitazione bolscevica nei centri industriali settentrionali *) avevano adesso urgentissimo bisogno di essere, se non represse almeno limitate. 2) Quelle forze, vecchie e nuove, trovavano nello squadrismo e nel fascismo la loro via e la loro bandiera. Anziché reprimerle o limitarle, Giolitti preferi domarle al suo antico modo.3) Giolitti sbagliò a prendere l'attivismo fascista per pura esuberanza giovanile (iagtovani animati di spiriti combattivi ) in cerca di uno sfogo e di una rappresentanza legale in Parlamento, *) e commise questo sbaglio non tanto mercè una collaborazione attiva col fascismo, quanto mercè un
RAFFAELE GUARIGLIA, Ricordi, 192246, Napoli, 1949, pp. 1214; PIERO QUARONI, Valigia diplomatica, Milano, 1956, pp. 2022. I Documenti Diplomatici Italiani. Settima serie: 1922-35, voli I-II, 31 ottobre 1922-22 febbraio 1924 (Roma, 1953, 1955) permettono ora uno stadio sistematico della transizione.
!) SALVEMINI, La dittatura fascista in Italia, p. 34: Il cosi detto bolscevismo italiano del 191920 non fu altro che un disperato scoppio di scontentezza incoordinata in vasti strati del popolo italiano al quale (scoppio) i peggiori elementi della classe governante risposero col fare mostra di una codardia sproporzionata al reale pericolo . Nel luglio 1921, Lenin e Mussolini, senza saperlo, si trovarono d'accordo sulla questione del bolscevismo in Italia. Al terzo Congresso dell'Internazionale Comunista, del giugnologlio 1921, Lenin disse: 1 comunisti italiani non sono sempre abbastanza comunisti. Durante la occupazione delle fabbriche si è forse rivelato un solo comunista? No, in quel momento il comunismo non esisteva ancora in Italia... (riportato da EDOARDO D'ONOFRIO, Lenin, la rivoluzione russa e VItalia, in Trentanni di vita e lotte del P. C. I., cit., p. 35). Il 2 loglio 1921 Mussolini scrisse: Dire ebe un pericolo bolscevico esista ancora in Italia, significa scambiare per realtà certe oblique paure. U bolscevismo è vinto , (riportato in TASCA, Nascita e avvento, p. 521). Sulle reazioni della classe lavoratrice e socialista alla rivoluzione rossa, v. il riassunto delle disincantate impressioni sulla Russia comunista di due membri di una missione socialista italiana, GREGORIO NOFRI e FERNANDO POZZANI, La Russia com'è. Introduzione di Filippo Tarati, Firenze, 1921, in coi alla vigilia del congresso di Livorno e delia fondazione del Partito Comunista Italiano si concludeva (pp. 153-157), che la Russia era allora: Il paese più lontano dalla realizzazione del socialismo . V. ora lo stadio di FRANCO FERRI, La Rivoluzione di ottobre e le sue ripercussioni nel movimento operaio italiano in Società, fase. XIV (1958), pp. 73-100.
2> Cfr. VALERI, Da Giolitti a Mussolini, pp. 100-101.
3) DE ROSA, Giolitti e il fascismo, p. 76.
4) GIOLITTI, Memorie, voi. II, p. 610: In quelle elezioni (maggio 1921) entrò pure nel parlamento, con un manipolo di una trentina di depotati, hi più porte giovani ed animati di spiriti combattivi, il partito fascista; ciò che io considerai cosa vantaggiosa, perchè il fascismo costituendo ormai una forza reale nel paese, era bene avesse la sua rappresentanza parlamentare, secondo il mio antico concetto che tutte le forze del paese devono essere rappresentate nel Parlamento e trovarvi il loro sfogo ,