Rassegna storica del Risorgimento

SALVEMINI GAETANO ; GIOLITTI GIOVANNI
anno <1959>   pagina <216>
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A. William Salomone
terrore della rivoluzione quando il pericolo era realmente passato, come molti simili fenomeni psicologici collettivi, allora non era ancora a fuoco, era senza precisa direzione. Nella primavera del 1921, tutta­via, grazie, in parte, agli errori di omissione e di azione di Giolitti, quel timore aveva non soltanto preso forma decisa e direzione chiara, ma si era già impegnato altresì in vittoriose brecce entro e contro lo Stato liberale.
Quando Giolitti lasciò il potere, una serie di isole strategiche di lega­lità sia geografiche sia politiche erano già state abbandonate irri-mediabilmente alla violenza del fascismo appena sorgente, ma già orga­nizzato, w Nel 192021, Giolitti, per modo di dire, aveva restituito con la sinistra tutto ciò che la sua destra aveva abilmente guadagnato con la sua inerzia a Torino e a Milano nel settembre del 1920 e con la sua azione a Rapallo e a Fiume nel novembre-dicembre dello stesso anno. La vera tragedia del governo di Giolitti, in definitiva, consistette nel fatto che, nell'aprile-maggio del 1921, abbandonò spontaneamente a Mussolini i frutti migliori e più promettenti della sua vittoria su D'Annunzio. Giolitti fece quel e dono spontaneo proprio nel momento che era meno necessario e proprio quando si presentava la migliore, se non addirittura l'ultima occa­sione di reprimere il più astuto esponente di ima rivoluzione nazionale . Si può ritenere che proprio in questa omissione stia la colpa più grave di Giolitti, assai più che in qualsiasi altro peccato di azione che egli possa aver fatto prima del 1914,2) e per questo egli fu punito , non soltanto dal suo clamoroso fallimento ma anche dall'ingratitudine di chi ne beneficiò, cioè dei fascisti.
H giolittismo era morto. Vittima non compianta della guerra, la sua orazione funebre era stata eloquentemente, sebbene ambiguamente, letta a Dronero il 12 ottobre 1919, proprio dallo stesso Giolitti. Nessuno meglio del suo stesso inventore - nemmeno Salvemini aveva mai pronunciato un migliore atto di accusa del giolittismo, in un discorso che segnava anche la sua resurrezione politica* Ma una volta terminata l'orazione, Giolitti
t) In Italia si è quasi tatti d'accordo nel riconoscere che l'inverno-primavera 1921 segnarono una svolta onciale nella fortuna del fascismo, efir. SALVEMINI, The Fascisi Dictatorship in Italy, pp. 46-88; SALVATORELLI e Mnu, Storia del Fascismo, pp. 103-112; CHABOD, L'Italie contemporaine, pp. 47-52; TASCA, Nascita e avvento del Fascismo, pp. 138 189; NENNI, Storia di quattro armi, pp. 129-144; VALERI, Da Giolitti a Mussolini, pp. 99-101; DE ROBA, Giolitti e il Fascismo, pp. 72-80, e Storia del partito popolare, Bari, 1958, pp. 159-184, passim,
2} JieW Italia prefascista (Il Ponte, p. 295) Salvemini aveva così valutato- il cosid­detto delitto e castigo di Giolitti: Nel Maggio 1915 Giolitti fa sopraffatto da un Par­lamento che egli stesso aveva ridotto ad un'ombra senza corpo. Giolitti fu punito là dova aveva peccato .
s) V FINI e SDSMEL, op. cit., voi. II, p. 120, la soddisfazione di Mussolini sul fallito tentativo di Giolitti di domarlo . Cfir. il breve riassunto del risultato delle elezioni del maggio 1921 in MARIO VINCIGUERRA, I partiti politici italiani del 1848 al 1955, Roma, 1956, pp. 136-137.