Rassegna storica del Risorgimento

SALVEMINI GAETANO ; GIOLITTI GIOVANNI
anno <1959>   pagina <220>
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A, William Salomone
tirannia con Tarma della cospirazione.*) Poi vennero la disfatta in patria e il lungo esilio, ma venne anche un impegno più coerente nella lotta, che sembrava senza fine, contro il regime repressivo, per una libertà e giu­stizia italiana che adesso superava la procedura del caso per caso della normale attività politica. 2) Ciò non richiedeva più soltanto brevi periodi di tempo libero , ma una dedizione persistente e continua. I giorni dei brevi opuscoli anti-giolittiani erano finiti per sempre, egli sentiva, ora, che tutti gli Italiani vivevano sotto la scure del fascismo e l'ombra peri­colosa del sorgente avventurismo in politica estera.3) L'imminente caduta del fascismo e il collasso italiano del 194345 trovarono Salvemini al suo posto come il perenne nonconformista e censore degli e autori delle sven­ture dell'Italia. La sua visione di ciò che si doveva fare in Italia, 4) tut­tavia, non era tanto nella tradizione empirica e umanistico-storica di Cattaneo quanto un programma, quasi un manifesto, fatto di ragione e di collera nella maniera organica di Mazzini.
Fu in queste circostanze che gli fu chiesto di rivalutare, come storico, la posizione e l'operato di Giolitti in quel miscuglio di realtà e di speranze che era stata la democrazia in cammino dell'Italia giolittiana prima dell'era della rovina degli stati, e delle guerre mondiali . Sulla base di nuove testimonianze e nuove prospettive Salvemini valutò l'opera più vasta di quell'era in modo tutt'altro che negativo; riconobbe la sua grande promessa, anche mentre condannava i suoi insuccessi; giudicò la propria parte attiva in essa come non del tutto priva di errori. Giolitti gli appariva
1) Cfr. Non mollare (1925), il clandestino organo anti-fascista, ora ripubblicato (Fi­renze 1955) in ottime riproduzioni fotostatiche, preceduto da ricchi articoli documentari di Salvemini, Ernesto Rossi e Piero Calamandrei.
2) Sol lavoro e l'attività di Salvemini come esule politico non vi è ancora nessuno studio completo; vedi tuttavia i dati in ALDO GAROSCI, Storia dei fuorusciti, Bari, 1953 e La vita di Carlo Rosselli, 2 voli. Roran-Firenze-Milano, 1945; LUIGI SALVATORELLI, L'opposizione democratica durante il fascismo in II secondo Risorgimento. Nel decennale della Resistenza e del ritorno alla democrazia 1945-1955, Roma, 1955, pp. 97-180, passim.
V. la ricostruzione fatta da Salvemini dell'assassinio di Carlo e Nello Rosselli, L*as-sassinio dei Rosselli, in ERNESTO Rossi, No al fascismo, Torino, 1957, pp. 257-304.
3) Due lavori notevoli di Salvemini sulla politica fascista interna ed estera furono: Under the Axe of Fascism, New York, 1936, tradotto in ita], col titolo Sotto la Scure del
fascismo, Tonno, 1948, e Mussolini diplomatico, cit,,
lì suo Preludio alla II guerra mondiale ò in gran parte uno studio dei precedenti e delle conseguenze della guerra etiopico.
*) Cfr. G. SALVEMINI e GIORGIO LA PIANA, What io do toith Italy, New York, 1943; Gli Italiani non fatti cosi, un breve, vivace articolo di Salvemini scritto nell'immediato dopoguerra (1947) è ora in LUISA STURANI, Antologia della Resistenza, Torino, 1915, pp. 1-4. Sullo sfondo italiano ed internazionale della valutazione salvenuniana della nuova Kricg-Bchnldfrage italiana, V. ALDO GAROSCI, Salvemini radicale americano, in Pensiero politico storiografico moderno, cit., pp. 173-179; FRANCO CATALANO, Storia del C. L. N. A. /., Bari, 1956, pp. 24-26, passim e note; ROBERTO BATTAGLIA, Storia della Resistenza Italiana, Torino, 1953, pp. 19-66, pass m.. Cfr. tutto l'ottimo studio di NORMAN KOGAN, Italy and the Allies, CambridgeMass. 1956.