Rassegna storica del Risorgimento
GARIBALDI GIUSEPPE
anno
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1959
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pagina
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227
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Note sulVedizione degli scritti di Garibaldi 227
Bella prima lettera completa è pubblicato anclio il facsimile. Le altre lettere non complete o che suppongo tali sono di grande interesse e servono a chiarire alcuni periodi poco noti della vita di G., anche se possono essere avanzati dubbi e riserve circa la fedeltà all'originale. x)
E opportuno ricostruire le vicende di questo importantissimo gruppo di lettere che, molto probabilmente, G. B. Cuneo portò in Italia al suo ritorno (1850). La Mario (op. dt.y p. 47, nota) avverte testualmente, riferendosi alla documentazione che le derivava dall'esame di lettere di G. del periodo americano: sono debitrice di questo prezioso aiuto agli sposi Zumili, Amalia nipote di Cuneo, Matteo nipote degli Antonini. Essi posseggono 48 lettere di G. a Cuneo e il diario della Legione Italiana in Montevideo scritto quest'ultimo, giorno per giorno, fino al 1844. Lo Zunini, avendo intenzione di scrivere la biografia di Cuneo, è stato di una generosità unica consentendomi le primizie di queste lettere... .
La Reale Commissione editrice dell'Edizione nazionale degli scritti di G., non soltanto non si preoccupò di reperire altre lettere già edite in Italia o all'estero, ma neglesse un particolare di somma importanza, che, se non fosse stato trascurato, avrebbe apportato all'edizione dell'epistolario un contributo di rilevante interesse con la pubblicazione del predetto prezioso gruppo di lettere cui si rife-
Irisce la Mario nel testo citato. AHa pag. 77 del t. IV è pubblicata una lettera che, il 12 febbraio 1846, G. inviò alla commissione della Legione Italiana in Montevideo. È tratta dal Ciani-poli. 2) G. informa i suoi compagni di Montevideo sulla battaglia di Salto e riporta alcuni brani di un rapporto sull'ispezione al campo di battaglia di S. Antonio eseguita dal colonnello uruguaiano Santander. Sia il testo spagnolo sia quello italiano sono infarciti di errori. Eppure, la Commissione nazionale, di cui facevano parte storici autorevoli, aveva manifestato le sue prevenzioni nei riguardi della raccolta del Ciampoli. Nella prefazione al IV tomo dell'Edizione predetta, infatti, è scritto testualmente: Già il Ciampoli affrontò questa fatica, ma la sua nota raccolta, per deficienza di metodo e per gravi inesattezze del testo, non resiste ad un rigoroso controllo scientifico. Invece di valersi di fonti dirette ricercando gli autografi qua e là disseminati in archivi pubblici e privati o attingendo dai giornali del tempo, egli trovò più comodo di trarre il materiale da un zibaldone manoscritto da lui trovato nella Biblioteca Vittorio Emanuele di Roma, in cui Tertulliano Mainardi di Mantova, reduce delle patrie battaglie, seguendo una consuetudine del tempo, trascrisse scritti politici e militari di Garibaldi . E più oltre leggiamo: Il testo dato dal Mainardi è poco corretto, ma il Ciampoli, confidando in amanuensi poco esperti e non dandosi la pena di una severa collazione, infarcì di nuovi errori la sua edizione, leggendo male le parole, sbagliando nomi, omettendo frasi intiere, lasciando correre periodi zoppicanti e privi di senso ed anche abbandonandosi talora a sorprendenti alterazioni del testo. S'impone quindi alla Commissione come primo suo compito, una minuziosa ed oculata revisione del testo, condotta anzitutto sugli autografi di Garibaldi
1) La Mario infatti, n avvalse, in modo molto spesso arbitrario, dei documenti che potè consultare. Il che può essere dimostrato, fra l'altro, attraverso il confronto fra la copia della lettera di G. del 12 marzo 1846 (pp. 94-95) ed il testo fotografico di essa pubblicato dopo la p. 56 del 1.1 dell'Edizione nazionale degli scritti di G., del 1932. Su detto argomento ritorno nel corso dello studio.
2) Op. eit., pp. 11-12.