Rassegna storica del Risorgimento
GARIBALDI GIUSEPPE
anno
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1959
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pagina
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231
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Note sull'edizione degli scritti di Garibaldi 231
tono commento che ne indicasse rautenticità, data la fonte dubbia ed interessata da cui proveniva.
Occorre, infine, ricordare che la lettera tanto nota dei marzo 1846, con cui G. rifiuta la promozione a generale {Coronel Mayor) disposta dal Governo, è del 30 e non del 4 marzo 1846. Il De Maria la trasse dalla stampa del tempo, che l'aveva pubblicata senza data, e le assegnò una data approssimativa, H reperimento dell'autografo ha permesso a chi scrive di notare variazioni tra il testo dato alle stampe e quello originale. La differenza nella data tra i due testi è elemento fondamentale pei riportare nella sua giusta luce il gesto magnanimo di Garibaldi, che, dati gli eventi che erano maturati in quegli ultimi giorni, costituisce, oltre che un atto di ribellione e di protesta, anche una lezione di civismo nei riguardi del gen. Fructuoso Rivera, che, il 18 marzo, si era impadronito con la forza del potere, apparendo improvvisamente dinanzi a Montevideo. L'avere riportato la data della lettera al 30 marzo è di grande importanza agli effetti della delineazione dei complessi eventi che maturavano nella città assediata, durante l'assenza del comandante della Legione Italiana, che, lungi dalla capitale, lottava per la difesa del territorio uruguaiano, in nome della libertà dei popoli oppressi.
L'Edizione nazionale degli scritti di G. G. curata dalla Reale Commissione, deve essere, per altro, vista, nel suo complesso, malgrado le manchevolezze e le lacune, in una luce favorevole.
Essa risvegliò l'attenzione degli studiosi di tutto il mondo sull'opera di un uomo a cui tanto deve la causa della libertà e dell'umanità e mise meglio in luce, attraverso gli scritti, come le doti di irruenza, di rapidità di azione, che caratterizzavano la sua vita attiva, contraddistinguevano, anche, la sua attività epistolare. Già fin dai primi anni dell'azione bellica, eroicamente affrontata in difesa di popoli a lui non legati per tradizioni, per sentimenti e per sangue, si manifestano in G. quelle doti di intuito, di rapidità nel prevedere situazioni belliche e possibilità di sviluppi strategici che caratterizzarono le gesta della maturità, in terra italiana.
H concitato, sbalzante svolgersi di situazioni e di immagini, lo cogliamo frequentemente nelle lettere di questo periodo. Basterebbe, per convincersene, leggere, ad esempio, la rapida chiusa del rapporto inviato, il 5 novembre 1845, al ministro della Guerra e della Marina, in cui è delineata la situazione militare nella zona del Rio Uruguay. Ma questo stile nervoso, tutto cose, militaresco (proprio di un uomo che conosce il valore delle parole e che esprimendosi, da straniero, in una lingua non materna, è alieno da tutte le sottigliezze e i giri di frase propri dell'idioma di cui si serve), acquista toni di alta poesia, nella solenne compostezza di un ritmo commosso e patetico, quando G. rievoca, a nome dei suoi compagni, storie di lotte, di sofferenze, di sacrifici. Commovente è, ad es., la lettera del 30 marzo 1846, già ricordata*
Per concludere, sono certo che la nuova Edizione nazionale dell'epistolario di G. ci offrirà, nella sua luce più, completa, lo spirito ed il volto dell'Eroe. Per il periodo uruguaiano molte lacune saranno colmate con la pubblicazione delle numerose lettere reperite negli archivi di Montevideo. Confidiamo che a questo gruppo importantissimo possano essere aggiunte anche le altre ohe si riferiscono al periodo brasiliano che va dal gennaio del 1836 al 1841 *) ed al periodo argentino
È) J)l questo periodo, l'Edizione nazionale del 1934, pubblicò due sole Iettate (del 5 settembre 1838 e del 17 aprile 1839).