Rassegna storica del Risorgimento

CANAD? ; CR?MAZIE OCTAVE
anno <1959>   pagina <234>
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Raoul Guèze
delle inflessioni dialettali delle antiche Provincie originarie. Non è qui il caso di indagare come in realtà questo sentimento coesista con l'altro, altrettanto tenace, dell'attaceamento alla patria nuova, e come e quando questo patriot­tismo locale sia nato e quali forme e caratteri abbia assunto.
A noi interessa comprendere oc cosa rappresenta per il poeta la Francia e come la canti nei suoi versi, trasfigurandola in un paese idealizzato quale i poveri habitants del sec. XVIII sognavano durante gli interminabili viaggi alla caccia delle pelliccie nelle foreste d'America, nel corso delle guerre contro gli Inglesi, sotto l'occupazione straniera: la metropoli dagli ignoti splendori la cui gloria illumina anche i dimenticati figli della perduta colonia.1}
La Francia post-rivoluzionaria (epopea napoleonica a parte) resterà estra­nea al Cremazie e al suo popolo. E necessario tenere presente questa distinzione per capire il reale motivo ispiratore di molte poesie del C. anche di quelle dedicate al Risorgimento italiano e infine la ragione della sua disillusione nei confronti della patria ideale .
Gli eventi del '59 non potevano lasciare indifferente il C, dato che la Francia era uno dei protagonisti della vicenda. Nelle rime della Guerre d'Italie *) il poeta immagina, usando un procedimento tipicamente romantico (Gray ha fatto scuola), che i soldati di Desaix morti a Marengo siano svegliati dal rombo del cannone e si domandino il motivo della nuova guerra che si combatte in Italia. Naturalmente a questo punto, con retorico artifizio, interviene il poeta per rassi­curare quei braves e dire che la Francia combatte vittoriosa in Italia, che tutto un popolo liberato l'applaude e che il nome francese è temuto in tutta la terra.
Il tono encomiastico e pompiere rende questa lunga poesia una delle peggiori del G. 3K ma in questa sede non interessa la bellezza dei versi quanto l'argomento e lo spirito dei medesimi. Belle o brutte che siano, le rime della Guerre d'Italie sono la sola ampia composizione scritta in Canada che abbia come quadro la seconda guerra per l'indipendenza italiana. Diciamo come quadro, perchè è evidente che, agli occhi del C, la sola vera protagonista è la Francia o meglio la gloria della Francia. L'A. dedica anche all'Italia ampio spazio, ma nei suoi versi la penisola non assume la veste di paese vero, di popolo vivo che combatte per una fede e per un ideale, ma resta solo motivo di scontati riferimenti culturali. Per il C. l'Italia è le foyer résplendissant de genie et de foi ... du divin Raphael immortelle patrie ,.. et dont le del est plein, dliarmo-nieuses voix qui remplissent d'accord ta rive enchanteresse ... . La libertà è fatta balenare ai suoi occhi da le drapeau francaìs qui fall brìller dans un monde de gioire du solài d'Austeriitz Vimmortede clarté ....
Gli accenti, i toni, i sentimenti del C. nei riguardi dell'Italia sono tipici di un uomo di ampia cultura classica che, senza in realtà provare un interesse autentico per i problemi italiani, ha letto e gustato la Graziella, Corintie ou VItalie della Staci, e le poesie di De Musset.
}) I rapporti con la Francia si riannodano solo noi 1855 con l'arrivo della fregata La Caprieieuse.
2) Oeuvre complète* oVOctave CrSmazie, Montreal, 1882, pp. 177-83.
3) Negli anni che vanno tra il 1855 e il 1859 il C. scrisse le poesie più famose: Le vitux soldat catuidien, Envoi aux marine do la Caprieieuse, Lea morte e, soprattutto, Le drapeau du Carillon (1858), che ricorda una vittoria ottenuta dai Franco-Canadesi contro gl'Inglesi durante la guerra dei Sette anni.