Rassegna storica del Risorgimento
CANAD? ; CR?MAZIE OCTAVE
anno
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1959
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pagina
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235
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Echi del Risorgimento italiano in Canada 235
La retorica patriottarda di coi grondano i versi della Guerre d'Italie cede il passo ad una sentita compartecipazione nella poesia dedicata a Castelfidardo*'
Per il Quebec la Chiesa cattolica non è solo la depositaria della fede avita, ma è anche la forza politica organizzata, che ha permesso al popolo di resistere vittoriosamente ai tentativi di snaturalizzazione. È chiaro, dunque, che un attentato alla chiesa di Roma, a prescindere da tutte le considerazioni di ordine religioso, è particolarmente sentito dai Franco-Canadesi come un indebolimento indiretto della loro posizione. Crémazic, in sostanza indifferente all'indipendenza italiana, resta al contrario profondamente turbato dall'invasione dello Stato pontificio. Il poeta vede nell'azione del governo di Torino un atto di forza contro un potere rappresentato da un vieillard , ohe ha a sua difesa solo la propria debolezza. Spinti da considerazioni materiali, tipiche di un'epoca che rispetta unicamente la tecnica e il danaro, una folla di ambiziosi ha assalito la Santa Sede, invano difesa da pochi eroi, puri e generosi come ces paladins que celebrati Tasso . I difensori del papa sono stati, dopo aspra lotta, sopraffatti dal numero, come un secolo prima i Franco-Canadesi dagli Inglesi, ma la giustizia divina saprà riparare i torti avvenuti Malgrado l'enfasi e lo stiracchiato richiamo al consueto tema della guerra dei Sette anni s'indovina nei versi di Castelfidardo una indignazione sincera, una partecipazione autentica ben diversa dalle erudite citazioni letterarie della Guerre d'Italie.
Una importante e varia serie di riferimenti agli avvenimenti italiani si trova anche in un'altra opera del C, Le journal da siège de Paris. 2) Questi accenni sono particolarmente interessanti perchè espliciti e chiari: infatti nelle poesie il romantico C. ama usare una forma d'espressione aulica (con scarsi riferimenti ad episodi e nomi contemporanei) che ricorda lo stile dei classici.
Le pagine del Journal ' sono un curioso documento che riporta i minuti episodi, le chiacchiere fantastiche che corrono nella capitale assediata (l'A. dedica ogni giorno un'apposita rubrica alla raccolta dei cancans du jour), gli entusiasmi e ì timori della popolazione e persino gli elenchi dei prezzi giornalieri delle derrate. Si può definire un documento dello spirito pubblico del tempo, che ha il suo interesse nell'essere stato stilato da un cattolico profondamente conservatore che vive la vita della piccola borghesia parigina, ma è al tempo stesso francese e straniero. Per rendere lo spirito del Journal non ci occuperemo solo dei brani che citino personaggi ed eventi italiani, ma daremo anche qualche esempio di pagine di carattere generale.
Alla fine dell'agosto del 1870 il C. crede fermamente nella vittoria di Napoleone IH; malgrado i lunghi anni di soggiorno in Francia, egli è rimasto québecquois fino al midollo delle ossa, senza aver perduto nulla dei rancori della sua gente. Perciò egli interpreta la guerra fra Francia e Prussia come una lotta ira protestanti e cattolici. Interessante, tuttavia, è la sua osservazione che gli stranieri di religione protestante residenti in Francia simpatizzino con la Prussia. Sédan e la proclamazione della Repubblica sono per lui un fenomeno inesplicabile. Si consola scrivendo che il movimento rivoluzionario si pro
li O. CHÉMAZXB, op* cft., pp. 193-197.
*) A seguito di un grave dissesto finanziario il C. fu costretto nel 1862 a fuggire in Francia, dove visse in tristi condizioni economiche fino alla morte avvenuta a Le Havce nel 1879.
9) O. CRÉMAZIE, op. di., pp. 263-541.