Rassegna storica del Risorgimento

CANAD? ; CR?MAZIE OCTAVE
anno <1959>   pagina <236>
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Raoul Guèze
pagherà in tutta Europa, come accadde nel 1848, e il re Guglielmo sarà cor* tamcnte costretto a tornare in Prussia per domare l'insurrezione dei suoi sud­diti. Questa osservazione è tanto più singolare in quanto è lo stesso calcolo che faranno alcuni mesi più tardi i comunardi: il devoto dell'acqua santa e i devoti del petrolio ragionano allo stesso modo, vittime delle stesse illusioni.
La caduta del potere temporale dei papi strappa al C. parole accorate: egli biasima l'Italia che, in luogo di soccorrere la Francia cui deve tutto, ha appro­fittato delle sue sventure per spogliare Fio IX e afferma che la condotta in­fame dell'Italia è stigmatizzata anche dagli antaclericali. Per il C. e tutte le persone di buon senso è chiaro che i risultati del plebiscito di Roma dimo­strano solo che V immense majorité si è astenuta.
Alla-notizia che Garibaldi ha offerto i suoi servigi alla Repubblica francese il C. fa seguire l'osservazione che la Repubblica deve trovarsi a malpartito per accettare senza riflettere simili aiuti: infatti la presenza del vieux energumè-ne che da dieci anni domanda la testa del papa indebolirà lo slancio guerriero -dei cattolici e spaventerà la gente d'ordine . A riprova di queste sue deduzioni C. riporta con maligna soddisfazione che il giorno dell'apertura degli arruolamenti volontari negli eserciti della Repubblica all'ufficio di leva di piazza del Pantheon, dopo che l'oratore ufficiale aveva arringato la folla, invocando con infiammate parole il nome di Garibaldi, si è presentato in tutta la mattinata un solo volontario: un giovane dall'aria sempliciotta. Tuttavia il nome di Ga­ribaldi deve significare qualcosa di più agli occhi del popolo di Parigi se, a fine di novembre, il C. è costretto a riportare sia pure classificandola fra cancans du jour la voce popolare ohe Garibaldi avrebbe passato il Reno e rivoluzionato la Baviera. Sta per ripetersi ancora una volta il 1848 ? Crémazie non si pronuncia ma. cita l'opinione di alcune persone d'ordine: benvenuti i Prussiani se ci libereranno da questa repubblica e da questi rivoluzionari. Il G. nomina in molte occasioni Enrico Sapia fornendoci notizie che permettono di integrare la biografia di quest'uomo.1' In data 8 ottobre 1870 il G. ne annun­cia l'arresto in seguito ai disordini provocati dai communalistes (il Sapia. infatti, era da tempo legato agli ambienti oli sinistra e in particolare al Valmorel. ài futuro capo comunardo). Successivamente il C. dice che Sapia è stato assolto dal consiglio di guerra, ma non è stato rieletto capo del 146 battaglione della Guardia Nazionale. Infine, in data 22 gennaio 1871, ne annunciala morte avve­nuta nel fallito tentativo di occupazione dell'Hotel de la Ville da parte degli habitués des cluba
Il C. è sempre molto attento a riportare tutte le notizie e la voci relative alle operazioni degli eserciti repubblicani che nelle provincie francesi combat­tevano per liberare la capitale dall'assedio. Significativo è, dunque, il suo silenzio nei riguardi della campagna garibaldina e della battaglia di Digione. Finito l'assedio, egli parla degli stranieri che hanno combattuto per la Francia, arruo­lati nella Legione Straniera e nel corpo degli Amici della Francia , e.
J) Cfr. Dizionario del Risorgimento nazionale, voi. IV, p. 207. Milano, 1937.
*) Marc'Antonio Canini nel HUO Briciole di storio, Tip. della .Gazzetta di Torino, 1882, pp. 69-78, dipinge il Sapia come una bieca figura di agente provocatore, prima al soldo della polizia imperiale e successivamente degli stessi Prussiani. Il Canini che non era presente a Parigi nel 1870-71 dice di aver incontrato casualmente il Sapia a Londra nell'ottobre del 71 e dà della sua presunta scampata -morte una versione romanzesca.