Rassegna storica del Risorgimento
SOLFERINO E SAN MARTINO
anno
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1959
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pagina
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241
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LIBRI E PERIODICI
MASON WÀDE, The French-Canadians 1760-1945; Toronto, The Mac Millan Company of Canada Limited, 1956, in 8, pp. 1136. S. p.
Frutto di 10 anni di lavoro questo volume dello statunitense Mason Wade è la sintesi più ampia realizzata negli ultimi anni su le fait frangale en Amerique .
Secondo le stesse parole dell'A. il volume realizza in some measure a psychological study , poiché è an attempt to explain why the French-Canadians live, think, act and react differently from Englisli speaking North Americans .
I Franco Canadesi hanno un profondo rispettò della tradizione e PAutore ricorda come il padre spirituale della cultura del Canada francese, lo storico Francois Xavier Gameau, abbia codificato tale sentimento con l'incisiva frase notte maitre le passe .
Certe azioni o meglio reazioni del Canada francese possono essere comprese solo tenendo presente l'amore dei valori aviti; Quebec, come disse Sir Wiifricd Laurier, non ha idee ma solo sentimenti .
L'A, dopo aver osservato che la storia della Nuova Francia è già stata abbondantemente trattata, stabilisce per il suo volume come inizio il 1760, limitandosi a dedicare al periodo francese un breve capitolo di carattere istituzionale.
E vero che i secoli XVII e XVIII sono stati lumeggiati da una imponente serie di opere, fra le quali spiccano per rilievo e Importanza i lavori dello statunitense Francis Parkman, la cui competenza nel campo della storia Canadese e delle complesse relazioni fra francesi, inglesi e indiani è indiscussa, ma poiché il libro dello W. si propone di illustrare le fait frangais en Amerique , almeno il sec. XVIII avrebbe richiesto una più. vasta trattazione.
Tale mancanza è tanto più sensibile quanto più l'A insiste sul valore dei ricordi storici; di modo che le sintetiche premesse iniziali rischiano di dare per non sufficientemente provate talune affermazioni successive.
Lo Wi imposta la problematica del suo libro sull'esame di un fenomeno psicologico e culturale: la nascita e lo sviluppo di un sentimento di auto-difesa e di esclusivismo tipico di un popolo che sente di rappresentare un unicum nel gran mare anglosassone del continente NordAmericano. H motto della città di Quebec Je me sonviens è la testimonianza di questo spirito al tempo stesso conservatore e aggressivo nella gelosa tutela dei propri valori autoctoni.
In polemica con numerosi storici Francocanadesi (fra i quali il Gameau e il Groulx) Io W. afferma che gli anni che vanno dalla fine del dominio francese (8 settembre 1760) alla Rivoluzione Americana non possono essere definiti un periodo di oppressione, in (pianto il Governo Britannico riconobbe e garanti i diritti, le tradizioni e la fede del Quebec.
L'Autore chiama invece lotta per la sopravvivenza il periodo 17801830, quando lo scoppio della Rivoluzione Americana turbò profondamente l'equilibrio del Canada per l'arrivo nel Paese di migliaia di lealisti profughi dalle colonie ribelli e fortemente imbevuti di spirito britannico e anticattolico. L'elemento anglosassone divenne sempre più preponderante, mentre il ricominciare delle guerre contro la Francia acuiva hi tradizionale antipatìa degli inglesi d'America verso tutto quello che fosse francese.
Gli anglo-sassoni del Canada non potevano evidentemente rendersi conto delle di fetenze fra la Francia di Luigi XV e quella nata dal 1789, ma curiosamente il più grave disconoscimento dei valori della Grande Rivoluzione si verificò proprio nei francesi del
Quebec
Popolo profondamente religioso, spesso trascurato dal governo di Parigi, Il Canada francese trovò nella Chiesa Cattolica* con la sua disciplina e il suo ordine gerarchico, e nell'amore per le tradizioni lo forze spirituali che gli permisero di sopravvivere e moltiplicarsi in un paese povero, ostile e mal difeso.