Rassegna storica del Risorgimento

1859-1860 ; TOSCANA
anno <1959>   pagina <402>
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402 Renato Carmignani
LEOPOLDO TANFANI
(Idem, idem: 17-407, 410, 411, 422, 424, 430, 457, 473, 477, 493, 501, 506).
16.
Firenze, 26 aprile 1859.
La truppa è col popolo e con noi contro l'Austria. Ma si lamenta che dopo averla invitata a pronunziarsi, dopo che essa si è dichiarata dalla parte nostra, ora non si chiama e si rimanga in silenzio. I Direttori vogliono credere che saranno attivissimi, e penseranno i provvedimenti. Ma è vero però che i loro consigli sono generalmente ignorati, ond'io temo che all'appello voles­sero fare al popolo, questo non abbia a rispondere, che già di troppo indugia­tori, di misteriosi, di non previdenti, e di altro ancora, gli accusa. Oltre a ciò i Direttori medesimi non sono in tutto molto concordi fra loro, sapendo io che alcuno fra essi ha disapprovato quello che dagli altri si è fatto. Così. in questa incertezza, il popolo si trova quasi abbandonato a se stesso e quel che è peggio si troverà senza guida quando di quella avrà bisogno perchè par sicuro che la neutralità inglese verrà dichiarata, e che il G-.D. andrà a Portoferraio dove è aspettato, secondoche so da persona di Massa Marit­tima, venuta jeri a Firenze. E allora chi governerà la Toscana? Sulle prime il popolo in piazza e poi, attraverso ad una lotta di partiti (e Dio voglia che non sia guerra civile) un Governo Provvisorio che, sorto dalla rivolu­zione, non potrà certamente essere il migliore.
Più di due mesi indietro io aveva proposto che il partito dei più, che è quello dei Buoni i quali vogliono evitare Ì disordini del *49, si organizzasse per essere pronto ad ogni occorrenza. L'idea arrise a quanti la dissi ma rimase in progetto...
17.
Firenze, 30 aprile sera.
Aggiungo due versi alla lettera... Fin qui le cose hanno proceduto in Fi­renze col massimo ordine. Ma si comincia ad accusare da alcuni il Governo Provvisorio per aver pensato ai morti, e non ai vivi colpiti da ingiusto ostraci­smo. E forse di queste accuse è pronto a farsi organo il giornalismo, se non giunge presto il Commissario...
18.
Firenze, 4 maggio 1859.
Ma questo Governo, che è provvisorio, mi pare che non sappia troppo ben distinguere quali sono gli atti che dalla natura della sua autorità possono legittimamente emanare, e quali son quelli che più debbono esser propri di un governo definitivo. Per esempio ordinare la revisione dei codici non era cosa che da lui si potesse fare... Ma, quel che è peggio, questo governo patisce la passione dei partiti che si fusero insieme il giorno precedente alla rivoluzione, e che ora mi pare siansi già separati,
19. I
Firenze, 16 luglio 1859.
II dispaccio, che suppongo a Lei noto, trasmesso da Torino da Celestino Bianchi, ha rassicurato la città. Nessuno intervento straniero in Italia. La