Rassegna storica del Risorgimento

OHMS FERDINAND
anno <1959>   pagina <432>
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Angelo Fili-puzzi
costituzionale appena istituiti, sono presentati in modo da far supporre ormai esistente, anzi prepotente quel dissidio, che andrà rapidamente facendosi sempre più acuto, fino al punto da provocare la giornata del 15 novembre e la successiva fuga di Pio IX a Gaeta.
Nelle ultime pagine del diario, specialmente, si sente che l'a tmosfera diventa sempre meno respirabile, che il clima romano si fa pesante, che la vita di tutto l'apparato statale manca di quell'intesa necessaria fra il sovrano, i suoi organi e le nuove istituzioni, per renderla pacifica e duratura. L'Ohms, senza fare altre previsioni catastrofiche di fatti che si concluderanno al di là della sua stessa vita, sente tutto questo, s'accorge del processo in corso di sviluppo crescente e lo nota nelle sue parole con quella consapevolezza, che prende forma incerta dapprima nel subcosciente e che diventa poi, un po' alla volta, realtà o necessità categorica.
Le idee di nazionalità e di indipendenza, che in quei giorni erano oggetto di discussione e di meditazione in tutti gli angoli della penisola e di cui si sentiva tanto parlare, lo inducevauo, proprio nell'ultima pagina del suo diario, a fare considerazioni, che riescono molto interessanti, per quanto non del tutto nuove o peregrine né al lettore contemporaneo, né a coloro i quali, alla distanza di oltre un secolo, studiano ancora le vicende lunghe e faticose, attraverso le quali si è aperta la via ed è diventata una realtà politica concreta la repubblica italiana.
Nelle sue conclusioni l'Ohms, come il Weiss, appare più o meno convertito alle nuove idee, alle istituzioni costituzionali, cui aspiravano ardentemente e a cui credevano con fede sicura molti uomini di quei giorni e non solo italiani. Egli sentiva che qualche cosa di nuovo bisognava concedere alle comunità nazionali, che si facevano innanzi con prepotenza a demolire le vecchie forme consacrate a Vienna tanti anni innanzi. Ma messe alla prova le istituzioni libe­rali nello Stato romano, esse suscitarono in lui soltanto ironia e disprezzo. Sul suo animo, che pur avverte l'alito nuovo, pesava ancora lo spirito del grande statista, che aveva guidato le sorti politiche dell'Austria per oltre mezzo secolo, e il contatto diretto con la realtà romana, con la difficile e difettosa applicazione concreta dei principi teorici, impediva a lui, maturato in un mondo ormai giunto sulla china della dissoluzione, di elevare lo sguardo a contemplare l'idea, che è bella, pura e perfetta soltanto fin che essa rimane immune dalle conseguenze derivanti inevitabilmente dalla sua concreta applicazione, dovunque essa av­venga, alle cose umane.
ANGELO FIUPUZZI
DIARIO Martedì, 1 agonie 1848.
H papa ha ricevuto questa sera una commissione della Camera dei deputati, che ha esposto a Sua Santità mediante un particolare indirizzo1) la necessità di chiamare alle armi un considerevole numero di volontari, di mettere in movimento le Guardie cittadine?)
t) IJ testo è noto: vcd., per e., C. SPJJLLANZON, Storia del Risorgimento e del-F unità- d'Italia, eik* voi V, p. 124. Nella pagina successiva della medesima opera à riprodotto, in fac-similc, il testo della risposta del pontefice uscita sotto forma di un mani­festo in data 2 agosto. A questo volume dello Spellanzon (p. 124 sgg) si rinvia infine per molti altri particolari narrati dall'Ohm nel seguito del suo diario.
'.) n corsivo qui ed altrove nel diario indica che il manoscritto originale è in lingua italiana.